Attualità
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01/11/2007 11:34

La Madonna delle Milizie presto inaccessibile ai turisti

di Redazione

Una delle icone più forti della città presto diventerà invisibile ai turisti. Con l’inizio dei lavori di messa in sicurezza della chiesa Madre di Sant’Ignazio in piazza Italia l’edificio di culto sarà chiuso e la statua in cartapesta raffigurante l’unica Madonna a Cavallo della Cristianità, armata di spada e in atteggiamento guerriero, resterà all’interno della chiesa.
Il simulacro sarà perciò inaccessibile. Non è la prima volta che si verifica un problema del genere. Stessa sorte è toccata al presepe di Pietro Padula, risalente al settecento ma con alcune tracce di un originario impianto cinquecentesco, custodito dentro la chiesa di San Bartolomeo.
La chiesa è chiusa dall’8 novembre del 2006, da quando il distacco di alcuni stucchi ha determinato la decisione di chiudere l’edificio di culto. In seguito all’assegnazione di un finanziamento di un milione di euro per la messa in sicurezza, la chiesa sarà oggetto di lavori di adeguamento sismico, ragion per cui il presepe sarà inaccessibile almeno per altri due anni.
Più semplice è stato il trasferimento della tela rappresentante il Cristo di Burgos, meglio conosciuto come “Cristo in gonnella”, dalla chiesa di San Giovanni Evangelista, dove tradizionalmente si trova custodito, chiusa per lavori di restauro, alla chiesa del Carmine, dove attualmente si trova.
E proprio San Giovanni è la chiave di volta di questa vicenda. La ditta appaltatrice dei lavori di messa in sicurezza della chiesa Madre ha già fatto richiesta del permesso di occupazione del suolo pubblico al Comune, il che vuol dire che i lavori di restauro dell’edificio inizieranno a giorni, probabilmente dopo la Commemorazione dei Defunti. Sarà la Diocesi di Noto a decidere in quale chiesa dovrà trasferirsi la comunità della chiesa Madre, che da un anno ospita peraltro la comunità di San Bartolomeo.
La chiesa candidata ad accogliere le due comunità rimaste senza casa è San Giovanni, che però non è stata ancora riaperta, nonostante i lavori di messa in sicurezza siano stati ultimati.
E proprio all’interno della chiesa di San Giovanni potrebbe essere trasferito, insieme al Cristo di Burgos, che tornerebbe così nella sua sede storica, il simulacro in cartapesta della Madonna delle Milizie, che, a cavallo del suo bianco destriero, calpesta, armata di spada, i saraceni infedeli. Ne va della fruizione del patrimonio artistico della città e del rispetto dell’orizzonte delle attese dei turisti e dei visitatori che giungono a Scicli per vedere anche questa singolare e controversa icona.