Attualità
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28/06/2007 00:00

La Margherita tende la mano all’area Borrometi

di Redazione

La Margherita non chiude le porte a nessuno. Per costruire il passaggio verso il Partito democratico c’è bisogno dell’apporto generoso di quanti credono in questa prospettiva. Il presidente provinciale Venerina Padua ha rivolto un appello a riconsiderare le dimissioni presentate dai 37 dirigenti di Modica nel corso dell’assemblea e, come gesto di disponibilità, ha rinviato di qualche giorno ancora alcuni adempimenti statutari. Su questa linea c’è stato anche il consenso del presidente regionale Elio Galvagno che ha partecipato all’assemblea provinciale di ieri sera.
Il confronto è stato sereno ma non per questo ha eluso i problemi di rappresentatività che accusa la Margherita provinciale. Ci sono da evitare personalismi e uscite a ruota libera, c’è un rapporto con le realtà del cattolicesimo democratico, dei sindacati, della piccola e media impresa da ricostruire. La crisi di consensi nasce proprio da queste lacune e non solo dalla debolezza delle liste presentate nei due collegi alle ultime elezioni provinciali. Alla Margherita serve anche chiarezza. Alla vigilia del salto in un Partito democratico la cui identità è ancora da definire, prospettare ipotesi che potranno essere legittimate solo da una diversa legge elettorale rischia di confondere in misura ulteriore le idee a un elettorato che ha smarrito i più genuini entusiasmi.
Ora si attendono le determinazioni ultime dei 37 dirigenti del circolo di Modica. «Spero – ha dichiarato il presidente Venerina Padua – che compiano il percorso insieme con noi».
Proprio martedì il presidente nazionale Francesco Rutelli ha raccolto l’auspicio che era stato formulato dall’ex deputato Antonio Borrometi e dal gruppo dirigente dimissionario delle Margherita. Rutelli si è detto disponibile a incontrare Borrometi. «Nel frattempo ti prego – ha scritto il presidente nazionale – di tornare ad assumere gli impegni di partito per consentire alla Margherita siciliana di usufruire del vostro contributo nell’importante momento di passaggio verso il Partito democratico».