Cronaca
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13/01/2026 11:19

La Nato a caccia delle navi russe a ovest della Sicilia, l’aereo italiano in volo da Sigonella dopo il Poseidon americano

La missione dell'aereo italiano

di Redazione

Catania – Caccia alle navi russe. Le forze Nato sono da giorni impegnate in missioni di sorveglianza sul Mediterraneo, con particolare attenzione all’area a nord dell’Algeria e a ovest della Sicilia. Il motivo? Il transito di un convoglio marino russo composto da due navi cargo sottoposte a sanzioni, la Mys Zhelaniya e la Sparta IV, scortate dal temibile cacciatorpediniere RFS Severomorsk. A inizio anno la flottiglia ha attraversato lo stretto di Gibilterra entrando nelle acque mediterranee e proseguendo la sua rotta verso ovest. Questo ingresso ha allertato le forze alleate e messo in moto la base di Sigonella, in Italia. Da lì sono partiti due voli di significativa importanza. Un P-8A Poseidon americano domenica e un aereo dell’Aeronautica Militare italiana ieri.

Come riporta Itamilradar che ne sta tracciando le rotte marittima attraverso canali open source, il convoglio navale russo, composto da due navi cargo e un cacciatorpediniere, sta navigando nel Mediterraneo verso est, forse diretto a Tartus, in Siria, o più probabilmente a Port Said, per poi attraversare il Canale di Suez. Ma la sola presenza, che prevede un passaggio a sud della Sicilia, non lascia indifferente la Nato che ormai da mesi ha incrementato le missioni di sorveglianza marittima di tutta l’area. Ciò che spicca in questo caso è proprio la presenza del cacciatorpedinieri Severomorsk, che suggerisce un approccio militarizzato, probabilmente guidato dall’aumento delle tensioni e dal crescente valore strategico delle rotte di rifornimento marittime che collegano l’Atlantico, il Mediterraneo e oltre. Il ruolo del Severomorsk non è simbolico. Essendo un cacciatorpediniere oceanico progettato per operazioni a lungo raggio, fornisce sorveglianza aerea e di superficie, capacità difensive e un chiaro segnale deterrente, operando in uno degli ambienti marittimi più attentamente monitorati al mondo. L’assegnazione di un simile assetto a compiti di scorta indica che la Russia sta dando priorità alla sicurezza di flussi logistici selezionati, anche a costo di vincolare le scarse risorse navali. Il cacciatorpediniere è equipaggiato con cannoni di grosso calibro AK-100 e 21-KM, tubi lanciasiluri PTA-53-1155 e siluri SET-65, sistema missilistico Rastrub, sistema missilistico antiaereo Kinzhal e può ospitare sul ponte due elicotteri Ka-27PL.

Dopo la missione di domenica del P-8A Poseidon americano, dalla base di Sigonella ieri si è alzato in volo un velivolo da pattugliamento marittimo ATR P-72A dell’Aeronautica Militare italiana. L’aereo ha svolto una missione di sorveglianza sul Mediterraneo centrale, ufficialmente coerente con il monitoraggio marittimo di routine ma degna di nota per tempi e posizione. Il velivolo ha operato per diverse ore nelle acque tra la Sicilia e la Tunisia, proprio l’area che nei giorni scorsi ha visto il transito verso est della flottiglia navale russa. Il profilo della missione mostra una tratta di volo in uscita prevalentemente lineare, seguita da una serie di manovre a bassa velocità e un’orbita definita a ovest della Sicilia, prima che l’aereo riprendesse la sua rotta. Sebbene tali schemi di volo siano comuni per le attività di pattugliamento marittimo, il punto di orbita sembra coincidere con l’ultima posizione nota o stimata del gruppo russo attualmente in navigazione nel Mediterraneo centrale.

Il P-72A è la principale piattaforma di sorveglianza marittima dell’Aeronautica Militare italiana, ottimizzata per il monitoraggio di superficie, l’identificazione di imbarcazioni e la raccolta di informazioni. Sebbene non abbia capacità antisommergibile, la sua suite di sensori consente un tracciamento dettagliato del traffico di superficie, rendendolo adatto al monitoraggio di flottiglie, navi mercantili e potenziali navi ausiliarie. Nelle ultime settimane, i velivoli P-72A italiani hanno ripetutamente operato lungo i principali corridoi marittimi che collegano il Nord Africa, la Sicilia e il bacino del Mediterraneo centrale. L’Italia, in virtù della sua posizione geografica e delle sue infrastrutture di base, svolge un ruolo centrale nel mantenere una sorveglianza aerea costante nel Mediterraneo centrale, agendo sia a livello nazionale sia nell’ambito di più ampi quadri di condivisione delle informazioni della Nato.

Questa coincidenza è particolarmente rilevante nell’attuale contesto operativo. Negli ultimi giorni, le unità navali russe entrate nel Mediterraneo all’inizio di questo mese hanno continuato il loro movimento verso est, attirando crescente attenzione da parte della Nato e delle risorse aeronavali regionali. In questo contesto, anche i pattugliamenti di routine assumono un significato ancora più significativo, soprattutto quando si allineano spazialmente e temporalmente con i movimenti navali stranieri. La missione di ieri non conferma, di per sé, un incarico diretto contro la flottiglia russa. Rimane del tutto plausibile che il volo facesse parte di un ciclo di pattugliamento programmato, volto a mantenere la consapevolezza situazionale in una delle rotte marittime più trafficate e sensibili del Mediterraneo. Tuttavia, la scelta dell’area orbitale suggerisce che il velivolo potrebbe essere stato incaricato, almeno in parte, di controllare visivamente o elettronicamente i contatti di superficie di interesse che transitavano contemporaneamente nell’area.