Cultura
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02/05/2008 11:30

La poesia di Socrathe: San Giorgio e il drago

di Redazione

 

 

 

 

 

 

 

C’era una volta un drago ruggente,

che abitava il castello del cioccolato fondente.

Uno strano dragone dai capelli d’argento,

scremati in fierezza dal suo bel portamento.

Occhi di lente e passo vegliardo

Il nostro dragone si chiamava Riccardo.

Era tempo di voti, di doveri e di festa

E per poco a Riccardo non saltava la testa!

Modica tutta chiedeva il suo impegno

In cambio Riccardo imponeva il suo regno!

Dalla torre lontana del bel orologio

Scende a cavallo il fiero San Giòrgio

Alza la spada al Santo volere

Spronando Riccardo a fare il suo dovere!

Timoroso del Santo dalle nobili gesta

Riccardo sparisce e salva la testa!

Modica tripudia il cavallo e il Santo

Per il drago fuggito come d’incanto!

La storia canta di onorevoli e fanti

Scherzate con loro ma lasciate in pace i Santi!

Socrathe 

 

 

 

Nella foto, San Giorgio, il Santo cavaliere, in groppa al suo destriero con la spada sguainata, colto nell’attimo di mollare il fendente sul collo di Riccardo.