di Redazione
C’era una volta un drago ruggente,
che abitava il castello del cioccolato fondente.
Uno strano dragone dai capelli d’argento,
scremati in fierezza dal suo bel portamento.
Occhi di lente e passo vegliardo
Il nostro dragone si chiamava Riccardo.
Era tempo di voti, di doveri e di festa
E per poco a Riccardo non saltava la testa!
Modica tutta chiedeva il suo impegno
In cambio Riccardo imponeva il suo regno!
Dalla torre lontana del bel orologio
Scende a cavallo il fiero San Giòrgio
Alza la spada al Santo volere
Spronando Riccardo a fare il suo dovere!
Timoroso del Santo dalle nobili gesta
Riccardo sparisce e salva la testa!
Modica tripudia il cavallo e il Santo
Per il drago fuggito come d’incanto!
La storia canta di onorevoli e fanti
Scherzate con loro ma lasciate in pace i Santi!
Socrathe

Nella foto, San Giorgio, il Santo cavaliere, in groppa al suo destriero con la spada sguainata, colto nell’attimo di mollare il fendente sul collo di Riccardo.
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