È stata localizzata a 360 km a sud-ovest della base della Royal Air Force di Akrotiri, Cipro.
di Redazione
Cipro – La portaerei Gerald Ford resta nel Mediterraneo. Dopo giorni senza informazioni disponibili, fonti ostin l’hanno rintracciata a 360 km a sud-ovest della base della Royal Air Force di Akrotiri, Cipro. Un segnale del fatto che la più grande nave da guerra degli Stati Uniti non sta facendo ritorno in patria, nonostante i rumors di guasti che le avrebbero impedito di proseguire la missione. In realtà la Gerald Ford si è ritirata temporaneamente dal teatro del Medio Oriente per fare tappa prima a Creta e poi a Spalato, dove è stata riparata. Nelle settimane precedenti la nave era stata costretta ad affrontare due emergenze a bordo: prima un guasto al sistema fognario che aveva messo fuori uso i bagni, e poi un incendio nella lavanderia principale della nave che aveva reso inagibili intere zone della nave, comprese le cucce dei Marines.
Sul “conto” di Donald Trump, ora, ci sono le riparazioni: costosissime, secondo i calcoli del Financial Times, che ha riferito che il prezzo da pagare per la campagna militare americana contro l’Iran potrebbe aggirarsi tra i 22,3 e i 31 miliardi di dollari, calcolato sulle cinque settimane trascorse da quando, a fine febbraio, Trump ha ordinato alle forze Usa di attaccare. Tali cifre – calcolate da Elaine McCusker, senior fellow presso l’American Enterprise Institute (Aei) ed ex alto funzionario del Pentagono responsabile del bilancio – includono una somma compresa tra i 2,1 e i 3,6 miliardi di dollari destinata a coprire i danni bellici e la sostituzione delle attrezzature. E in questo intervallo, nella fascia più alta, ci sono i costi per la riparazione della Gerald Ford e le spese per il ripristino di un sistema di allerta precoce per missili balistici, situato in Qatar e danneggiato dall’attacco di un drone
Secondo gli esperti di difesa, le perdite americane in termini di soldati e mezzi materiali sono contenute, se paragonate agli standard delle guerre in cui le due parti in conflitto sono più equilibrate. Tuttavia, la distruzione da parte dell’Iran di costosi sistemi radar Usa ha reso Washington più vulnerabile nell’eventualità di futuri conflitti in altri teatri operativi, come quello cinese. Dal 28 febbraio a oggi, si sono registrati 13 decessi tra le forze americane a seguito di attacchi contro le basi statunitensi, mentre più di 300 soldati sono stati feriti.
La Gerald Ford è stata in grado di effettuare attacchi solo due giorni dopo lo spegnimento dell’incendio avvenuto il 12 marzo. Lo scrive la Cnn riportando le dichiarazioni del comandante della Marina Usa, che ha così fornito la prima indicazione del fatto che il rogo ha ostacolato le operazioni di combattimento contro l’Iran. Un comunicato della Quinta Flotta statunitense del 12 marzo – ricostruisce la Cnn – affermava che la nave (che al momento dello scoppio dell’incendio operava nel Mar Rosso nell’ambito dell’Operazione Epic Fury) era rimasta pienamente operativa dopo l’incendio, che, secondo quanto dichiarato, non era correlato al combattimento e aveva causato ferite non gravi a due marinai. Il Capo delle Operazioni Navali, Ammiraglio Daryl Caudle, intervenendo al Center for Strategic and International Studies (Csis), un think tank con sede a Washington, ha elogiato il modo in cui l’equipaggio della Ford ha gestito l’incendio nella lavanderia. «Hanno combattuto contro l’incendio, lo hanno spento e hanno ripreso le sortite aeree due giorni dopo, quindi sono molto orgoglioso di quell’equipaggio», ha detto. Un funzionario statunitense ha dichiarato alla Cnn il mese scorso che lo spegnimento dell’incendio, la pulizia dei danni causati dall’acqua e dalle altre sostanze utilizzate per estinguerlo, e la prevenzione di eventuali riaccensioni, hanno richiesto circa 30 ore. Il funzionario ha anche affermato che poco più di 100 letti sono stati danneggiati dall’incendio, poiché alcune zone notte si trovano adiacenti alla lavanderia dove è scoppiato l’incendio. Tuttavia, ha riconosciuto che circa 600 marinai in totale sono stati costretti ad abbandonare le proprie cuccette. La Uss Ford è stata ritirata dal servizio poco più di una settimana dopo l’incendio, con la Marina che ha dichiarato che la nave da guerra da 100.000 tonnellate sarebbe stata inviata a una base statunitense nella baia di Souda, in Grecia, per le riparazioni.
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