Il perchè della revoca delle licenze
di Redazione
Modica – Interviene la Questura di Ragusa nella vicenda della chiusura dello chalet Mono Beach Club di Maganuco, rispetto a cui l’imprenditore ravennate Valerio Molinari ha annunciato di rinunciare agli investimenti con perdite di posti di lavoro nel modicano.
“Nel mese di agosto 2012, in occasione di un accertamento effettuato dall’Arma dei carabinieri insieme ai funzionari dell’Arpa di Ragusa –scrive in una nota la Questura-, delegati in ciò dalla Procura della Repubblica di Modica, presso il lido Mono Beach Club sono state rilevate diverse infrazioni”.
Quali? “L’emissione sonora, oltre i limiti massimi consentiti, grazie all’accertamento strumentale fonometrico dell’Arpa effettuato all’interno di alcune abitazioni regolarmente occupate da residenti o villeggianti”. Quindi, il Mono Beach ha disturbato la quiete pubblica di notte, diffondendo musica oltre i liti consentiti.
Altra infrazione: “La mancata voltura o il mancato rilascio di alcune licenze amministrative o di polizia, in favore della società facente capo a Valerio Molinari (l’autorizzazione per lo stabilimento balneare, l’autorizzazione di pubblico esercizio per la somministrazione di cibi e bevande anche alcoliche, e di ristorante, di attività di trattenimento e svago non danzanti, e dell’autorizzazione di polizia per piano bar)”.
Tutto abusivo quindi? La Questura precisa: “Le autorizzazioni in questione erano state rilasciate nel passato a un altro titolare, non più presente, e risulta che non sono state riemesse in favore di Valerio Molinari”.
I carabinieri e i funzionari dell’Arpa, durante il sopralluogo notturno fatto in agosto, hanno appreso in quella occasione che “le attività erano state riavviate per l’anno in corso da una nuova società, la Monoresort Srl, il cui legale rappresentate è appunto Molinari”.
I carabinieri hanno fatto due segnalazioni a questo punto. Una di natura penale, l’altra, alla Questura, di carattere amministrativo, per le conseguenze che ne sarebbero scaturite.
In ragione di tale rapporto il Questore Giuseppe Gammino, “in osservanza di una legge dello Stato Italiano, il più noto Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza per l’esercizio dell’attività di piano bar, e non anche le autorizzazioni amministrative di altre autorità o enti, revocava le autorizzazioni che si riferivano a un terzo estraneo non più di fatto esercitante, ordinando nel contempo di cessare l’attività di piano bar a chi invece svolgeva la stessa in difetto di autorizzazione”.
Quando è avvenuto ciò? “La notifica –spiegano in Questura- è avvenuta il 24 agosto, quindi quasi a chiusura del periodo di maggiore afflusso di balneazione”.
La Questura “sconosce se analoghe revoche siano state notificate dal Comune e dalla Regione, per quanto di rispettiva competenza”.
Cosa avrebbe dovuto fare Molinari per evitare la revoca delle licenze? “Il nuovo esercente avrebbe potuto e dovuto presentare nuove istanze o comunicazioni divenendo a sua volta titolare di analoghe autorizzazioni; diritto da lui non esercitato, dato che agli atti della Questura non risulta mai prodotta alcuna istanza in tal senso. E questo già prima dell’agosto 2012 e fino ai giorni nostri. “Si sconoscono le ragioni di mancata regolarizzazione ai termini di legge”, cosa dovuta –prosegue la Questura- sull’intero territorio nazionale, dal Nord alla più vicina Maganuco di Modica.
Sorprende, quindi –a detta della Questura- “apprendere di fuorvianti, perché incomplete, reiterate esplicitazioni di stampa certamente poco “comiche”, che di per se’ creano non giustificate apprensioni e mal riposta solidarietà di quanti per l’appunto risultano disinformati, cittadini questi che certamente continuano a osservare e applicare la legge, e che pretendono per l’appunto più che giustificata uniformità d’attenzione per le attività imprenditoriali di settore”.
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