E' una storia che ormai dura da troppo tempo.
di Tony Zermo


Ragusa – Per la Ragusa-Catania è un gioco di rimpalli. Da una parte cè il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli il quale dice che «il progetto non parte perché la Regione siciliana non assicura il suo cofinanziamento», dall’altra la Regione sostiene che senza i Fas, che tardano, non può finanziare un bel niente. Dice il presidente Lombardo: «Noi i soldi ce li mettiamo, ma quando il governo decide di darci i Fas». Cioè da un lato il governo di Roma scarica sulla Regione la responsabilità del ritardo e da parte sua la Regione rispedisce al mittente la questione del finanziamento. E’ una storia che ormai dura da troppo tempo.
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Pier Carmelo Russo, spiega la situazione facendoci avere la lettera da lui inviata al ministro Matteoli: «La Regione siciliana considera la realizzazione dell’autostrada Catania-Ragusa opera prioritaria per assicurarele migliori condizioni di fruizione viaria per i cittadini delle aree interessate. Tuttavia l’Amministrazione regionale non è tuttora posta nelle condizioni di operare, come può evincersi dalla narrazione che segue. Infatti nel pomeriggio del 22 luglio 2010, senza alcun preavviso, venne posto all’ordine del giorno del Cipe lo schema di convenzione per la costruzione e la gestione della Catania-Ragusa. La Regione non potè svolgere in quella occasione le proprie valutazioni su tale schema, del quale neanche successivamente si è potuta acquisire conoscenza. Né a tutt’oggi tale conoscenza sussiste, perché assolutamente inascoltata è rimasta e rimane la richiesta della Regione di conoscere gli atti di gara e, in specie, il piano industriale, gli elementi posti a base della finanza di progetto e di ogni altro utile elemento, in assenza dei quali verrebbe richiesto alla Regione di erogare 217 milioni di euro senza avere alcuna cognizione di nulla. In tal modo non si ha contezza della congruità del pedaggio che verrà chiesto ai siciliani, né si ha notizia della attendibilità delle valutazioni sottostanti.
«Fermo restando – continua l’assessore – tutto quanto si è rilevato, non è la Regione a ritirare il finanziamento della Catania-Ragusa: è vero semmai il reciproco. Infatti tale finanziamento graverebbe sui fondi per le aree sottoutilizzate e dunque la ragione del mancato finanziamento sta nel mancato trasferimento delle risorse Fas alla Regione. Affermare, in assenza di tale trasferimento, che la mancata realizzazione della Catania-Ragusa possa essere ascritta alla Regione potrebbe richiamare alla memoria“superior stabat lupus, longeque inferior agnus”.Sono certo che nello spirito di collaborazione, il governo della Repubblica e quello della Regione sapranno trovare congrue forme di collaborazione che si dipartono necessariamente dalla conoscenza degli atti e dei provvedimenti fin qui adottati, dei quali si reitera la richiesta di invio».
Secondo il project financing, la Catania-Ragusa di circa 100 chilometri a quattro corsie, costerà 890 milioni. Non sarà un’autostrada nel senso classico della parola, ma ci assomiglierà molto, sarà larga e veloce e consentirà di raggiungere in meno di un’ora i due capoluoghi. Su quest’opera si sono consumate fiumi di parole in interrogazioni e in dichiarazioni, ma siamo ancora allo stallo.
La Sicilia
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