Questioni di civiltà
di Saro Distefano
Modica – Domenica mattina sono andato a rendere omaggio alla salma di Pietro Scollo “lo sport” di Modica. Ero al Municipio di Modica, dov’era stata allestita la camera ardente, insieme a non pochi ragusani (molto più numerosi di quanto si possa evincere dalle cronache giornalistiche di questi giorni).
Uscito commosso dalla doverosa visita all’uomo di sport morto a 94 anni in un campo di calcio, ho alzato lo sguardo al cielo. Peccato averlo fatto quand’ero ancora all’interno del complesso che fu un convento domenicano ed è diventato poi il Municipio della ex Capitale comitale.
Un peccato perché quel pezzo di cielo incorniciato dalle mura del chiostro era stato offeso da una rete immagino di plastica, di quelle utilizzate per tanti scopi. Nello specifico, mi è stato spiegato, lo scopo principale è quello di impedire l’acceso delle fastidiosissime colombe all’interno del cortile municipale. Scopo effettivamente raggiunto con tale protezione.
Peccato però che la stessa rete, oltre ad impedire l’accesso dei volatili, ne provoca anche la morte, almeno di quelli che rimangono impigliati nella fitta maglia. E lo spettacolo obbrobrioso di quella dozzina di colombe – o di quanto ne resta – appesi alla rete nell’alto del chiostro che fu monacale, rattrista tutti, anche i meno sensibili. Non si chiede al Municipio di Modica di adottare altri metodi (l’attuale è certamente efficace quanto economico), ma quantomeno di togliere i cadaveri dei piccioni morti, spettacolo indecoroso per la amministrazione di una moderna e civilissima città.
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