Cultura
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10/02/2009 19:21

La Risacca di Michele Giardina. Una recensione di Luigi Rogasi

di Redazione

Pozzallo – Ringrazio Michele Giardina per avermi fatto rivivere, attraverso “La risacca”, un passato mai dimenticato: con il suo nuovo libro ha saputo infatti creare l’affresco di una città con personaggi di un mondo ormai scomparso che egli è riuscito a mettere a fuoco con lo stile dinamico e piacevole che ormai conosciamo e gli riconosciamo. Egli ci consente quasi, come tutti potranno notare, di assistere ad un film di cose, luoghi e persone – figuranti o protagoniste – che fanno ormai parte della nostra memoria collettiva: specialmente per chi, pur vivendone lontano, ne capta l’atmosfera.

Oltre a palazzi, vie, chiese, piazze, monumenti, mare, spiagge, in queste pagine ritroviamo la nostra infanzia lontana ed i percorsi che ci ricordano un mondo variegato, riproposto oggi dal nostro scrittore, con un libro, dal titolo certamente insolito, “La risacca”, evocante il mare con le sue onde impetuose e disordinate che ci aiutano a transitare nel tempo, fra immagini, testimonianze ed allegorie, costruite con una fantasia che ha permesso all’autore di muoversi in piena libertà, giocando col tempo: rincorrendolo quasi per convogliarlo in un contenitore straordinario, mescolando con arte, fantasia e realtà, storia e cronaca, passato e presente, vita vissuta o sognata.

Ciò gli ha permesso d’immergersi con libertà nella storia locale, passata e contemporanea, senza trascurare i personaggi della memoria comune, come don Ciccino Gugliotta, maestro incomparabile di molti di noi, giovani di paese, fortunati però di essere stati suoi discepoli. Ed i sindaci, i politici, le industrie importanti (S.P.E.R.O. e Giuffrida), che hanno dato lavoro a tante famiglie: e le sirene degli stabilimenti che segnavano l’inizio e la fine dei vari turni giornalieri. Non mancano perfino le ricette delle nostre nonne, presentate con garbo, stimolando il ricordo di tempi mai dimenticati.

I ricordi personali dell’autore ci sono tutti, perché il personaggio cardine rimane sempre lui, bambino, ragazzo, giovane, sposo, padre, nonno, rivelandosi cesellatore autentico delle varie fasi della vita e dei suoi affetti familiari: ma ci parla anche dei suoi studi e del suo lavoro, dei suoi sogni, delle sue speranze e della sua famiglia, della quale va fiero. E non mancano neanche i giovani, artisti od intellettuali, estroversi e preparati, che l’autore ha voluto ricordare con simpatia, mentre le foto sono la testimonianza straordinaria di un paese che ha saputo diventare città per l’impegno dei suoi figli. Dalla piacevolissima lettura si avverte subito che dalle righe del libro emerge la nostra memoria, alla quale sono affidati i momenti belli ma, anche, quelli che avremmo cancellato volentieri.

Ciò dipende, però, dalle nostre storie personali e, soprattutto, di Mattia, personaggio principe di tutte le storie. Alcuni ricordi riusciamo a tenerli con noi, perché ci aiutano a vivere: di altri, invece, faremmo a meno… C’est la vie! 

                                                   Luigi Rogasi