La Sicilia è di fatto la prima forma di federalismo e la più avanzata finora esistente in Italia
di Redazione
La zavorra. Sprechi e privilegi nello Stato libero di Sicilia (pref. di Gian Antonio Stella)
La Regione Sicilia conta 3.500 geometri e ingegneri assunti 23 anni fa per il disbrigo di pratiche di sanatoria che non sono mai state esaminate; ha un parlamento i cui membri si fregiano del titolo di onorevole e guadagnano quanto i senatori della Repubblica, con un bonus da 6.400 euro annui spettante agli ex deputati a titolo di aggiornamento culturale; permette che gli amministrativi vadano in pensione anticipata anche con meno di 25 anni di servizio, guadagnando una cifra fino al 108 per cento dell’ultimo stipendio; concede all’ex segretario generale di mettersi a riposo a 47 anni e subito dopo gli consente di fare l’assessore regionale; ammette che l’ex presidente dell’agenzia per i rifiuti, con i suoi 1.358 euro al giorno, si guadagni la palma di pensionato pubblico più ricco d’Italia: una cifra dietro l’altra, una pagina dietro l’altra, ed ecco ricostruito nel dettaglio il caso-scandalo della Regione Sicilia a cominciare dal 1946, con la creazione dello Statuto autonomista, fino ai giorni nostri. La Sicilia è di fatto la prima forma di federalismo e la più avanzata finora esistente in Italia con competenze esclusive in tema di tasse, personale, urbanistica, perfino di ordine pubblico. Una autonomia speciale indicata come esempio anche dalla Lega che ha prodotto negli anni una incredibile macchina che divora soldi e produce privilegi altrove sconosciuti.
Enrico del Mercato è nato a Napoli nel 1963. È stato cronista parlamentare al “Giornale di Sicilia” e attualmente è caposervizio della politica a “la Repubblica” di Palermo, per la quale ha firmato inchieste sulla politica e l’economia nell’isola.
Emanuele Lauria è nato a Palermo nel 1970. È stato cronista parlamentare al “Giornale di Sicilia” e attualmente si occupa di politica ed economia nella redazione palermitana di “la Repubblica”. Ha firmato decine di inchieste sui costi della politica e sugli sprechi della pubblica amministrazione.
Iacona commenta l’analisi “fredda, puntuale, anglosassone” di Del Mercato e Lauria sui privilegi della casta siciliana
«Nel libro c’è il racconto dell’autonomia – sottolinea il giornalista – di che cosa questa abbia significato per la regione Sicilia dal dopoguerra e di come abbia preso forma nella costruzione di una casta fortissima, inattaccabile, che si è costruita regole e privilegi incredibili e gli strumenti legali per mantenerli. Privilegi e regole che hanno resistito a qualsiasi attacco che venisse a livello nazionale, a qualsiasi trasformazione. Questi privilegi sono il minimo comun denominatore della storia della Sicilia dal dopoguerra in poi.»
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