Cultura
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24/05/2026 11:28

La Sicilia è un sentimento. Presentato a Roma il libro di don Antonio Spadaro

“Lo stretto non è un vuoto da colmare… è un corridoio liquido”.

di Chiara Spadafora

Roma – Il gesuita messinese Antonio Spadaro ha presentato venerdì 22 Maggio il suo nuovo libro in collaborazione con il Touring Club Italiano al MAXXI a Roma, intervistato dal collega giornalista Marino Sinibaldi.

La presentazione si è svolta al secondo piano del museo, nell’aula Carlo Scarpa, gremita da un pubblico entusiasta che ha acclamato ogni argomentazione del teologo con fragorosi applausi.
La serata è stata una gradevole chiacchierata attorno a “l’elefante nella stanza” del nuovo Ponte sullo Stretto, per il quale il ministero dei trasporti ha confermato lo stanziatamento di 13.5 miliardi appena 10 giorni prima dell’uscita del libro. Se 55 i modi in cui Calvino ha raccontato Venezia sono soltanto 5 i tentativi di unire i lembi dello stretto di Messina da quando, negli anni 80, è stata istituita la società dedicata. All’Ottocento risale il primo disegno, agli anni ’70 la famosa variante dell’architetto palermitano Giuseppe Samonà.

“Si tratterebbe del ponte a campata unica più lungo del mondo” ha puntualizzato Sinibaldi riferendosi alla variante contemporanea ideata dal MIT e proponendo un confronto con lo stretto dei Dardanelli ma anche con il Golden Gate.

“Il ponte di Istambul unisce due lembi della stessa città mettendo in comunicazione due continenti” ha spiegato il presbitero “Sicilia e Calabria invece sono realtà distinte, ma di uno stesso paese”. Il confine come soglia e opportunità per conoscersi nell’alterità è il tema centrale del saggio e quella di Spadaro è una geofilosofia. “Il Genius Loci di San Francesco nasce dal ponte stesso” ha aggiunto poi il presbitero.. mentre le sponde del nostro stretto sono legate da un mito precedente, che nasce e si esprime con Omero.
“Lo stretto non è un vuoto da colmare… è un corridoio liquido”.

L’autore non invita semplicemente ad una escursione turistica, ma anche un viaggio di fede, ha voluto notare il collega. D’altronde per leggere qualsiasi romanzo ci vuole quel “willing suspension of disbelief”, ha risposto il teologo citando il romanticismo inglese.

“Essere messinese è peggio che essere gesuita” lo ha canzonato Sinibaldi. “Il sogno di un reggino è svegliarsi la mattina e non vedere più Messina” ha aggiunto divertito il Sottosegretario per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede.

“Stile molto lucido ma anche immaginativo e sentimentale” è stato il commento complessivo dell’autore di “chiedi alla vertigine”, il quale ha sottolineato il carattere fortemente materiale ma anche il cuore biografico e gastronomico del tour, nonchè la sua componente spirituale.. che attraverso il testo è rappresentata dalle figure di Morgana, la Lupa e “un vento che non ha nome nè direzione”.
“Morgana è un riferimento a Calvino” ha spiegato Spadaro “rappresenta il fenomeno del miraggio, in cui la complessità della conoscenza mista all’immaginazione ti fa vedere, dalla riva, cose che in realtà non esistono. La lupa è esattamente il contrario: impenetrabilità e offuscamento, che ti impediscono di scorgere quelle cose che nella realtà sono sotto il tuo naso”.

I riferimenti non sono casuali: la mostra “Creature, Creatori” a cura di Beatrice Buscaroli aperta al pianterreno del museo in concomitanza alla presentazione del libro, non è solo un omaggio all’ottavo centenario della morte di San Francesco, ma anche la materializzazione delle immagini evocate durante la conversazione tra i due scrittori, che con i loro racconti hanno coronato quest’opera meravigliosa: una percorribile superficie blu sulla quale scorre l’incantesimo di figure e corpi mitici, luminosi e fantastici.