Grandi opere.Solo due in stato di avanzamento
di Redazione
Palermo – Sono 900 o 100 i milioni dei fondi europei che la Sicilia rischia di perdere? Sarebbero 100 milioni secondo Felice Bonanno, responsabile per la Regione dell’autorità di gestione del Po-Fesr 2007-2013. Ne ha parlato in un seminario sui «Finanziamenti europei 2007-2013 e contrasto alle irregolarità e alle frodi nei fondi strutturali», svoltosi a palazzo dei Normanni. Invece, sarebbero 900 stando a quanto ha annunciato il commissario europeo Johannes Hahn che, insieme con il ministro Fitto, si è incontrato a Palazzo d’Orleans, col governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo il quale, a sua volta, ha assicurato che la «tabella di marcia della Regione non ammette contrattempi».
Dice Bonanno: «Entro dicembre la Sicilia sarà in grado di spendere circa 800 milioni dei fondi comunitari destinati all’Isola. Sarebbero 900 milioni se la Sicilia non spendesse nemmeno un euro del budget destinato dall’Ue».
Come è noto, i fondi comunitari del Po Fesr 2007-2013 per la Sicilia ammontano a 3,4 miliardi che raddoppiano con il cofinanziamento statale e regionale. Queste somme sono destinate prevalentemente alla realizzazione di opere pubbliche, ma anche di rete informatiche, reti energetiche, ecc. L’Ue, inoltre, ha assegnato alla Regione siciliana circa 2 miliardi di euro per il Piano di sviluppo rurale e 2,1 miliardi per il Fondo sociale. Ciò di cui si sta occupando il commissario Hahn è il ritardo della spesa del Po Fesr, adoperandosi in tutti i modi per evitare che scatti il meccanismo del disimpegno automatico. Rischio che si può ovviare concentrando la spesa nelle grandi infrastrutture, in particolare quelle che sono già in corso e che hanno una programmazione poliennale e che quindi sono finanziate con fondi europei di Agenda 2000-2006 e con quelli 2007-2013. In tutto sono 9 grandi opere che, stando a quanto reso noto dal dirigente generale della Programmazione, Felice Bonanno, due sono in stato di avanzamento: l’acquedotto della «dissalata» Gela-Aragona che consente di trasferire risorse dal dissalatore di Gela; e il Montescuro Ovest che servirà 22 comuni.
Gli altri sette grandi progetti sono: il raddoppio della ferrovia Palermo-Punta Raisi, la chiusura dell’anello ferroviario di Palermo dalla stazione di piazza Giachery alla stazione Politeama e la realizzazione della stazione Libertà; la metropolitana Circumetnea; la costruzione di tre linee tranviarie a Palermo; il completamento di tre lotti autostradali nella Siracusa- Gela; l’interporto di Termini Imerese; il completamento della rete di metanizzazione. «Sono stati individuati altri due grandi progetti che saranno rafforzati con i fondi del Fesr – ha aggiunto Bonanno- si tratta di un centro di ricerca medica che sorgerà sul territorio di Catania e l’estensione della banda larga sull’Isola, partito negli anni scorsi con un vecchio Fas».
Critico nel metodo e nel merito Michele Cimino (FdS): «Ancora una volta una brutta notizia per la Sicilia che rischia di perdere 900 milioni di euro dei fondi strutturali se entro il 31 Maggio non vengono impegnati 1,4 miliardi di euro. Sono convinto che è un grosso errore puntare sui grandi progetti mentre si dovrebbero privilegiare le progettualità già esecutive dei comuni come gli interventi che garantiscono la sicurezza: di dissesto, di protezione civile, di arredo urbano. E mi chiedo perché aspettare i rimproveri del commissario Hahn e del ministro Fitto, se questo era un problema già conosciuto dalla maggioranza e dal governo che anzicché approvare subito la legge sulla semplificazione amministrativa, utile anche per velocizzare gli iter procedurali, si preoccupava della legge elettorale?».
Critico anche Cateno De Luca (Sicilia Vera): «Il Commissario europeo ha annunciato che la Sicilia rischia di perdere 900 mln di fondi europei e l’Ance ha sottolineato che c’è un calo del 20% di opere pubbliche e che si è perso il 25% degli importi a base d’asta. I fatti mi sembra siano più duri della propaganda e delle chiacchiere».
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