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23/04/2008 12:43

La Siracusa-Gela? Crepata. E la Magistratura la sequestra

di Redazione

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Non giungono buona notizie dal fronte della mobilità interna. Quella che ancora ci si affanna a chiamare autostrada Siracusa-Gela si è fermata al tratto Rosolini–Noto e chissà per quanto vi rimarrà.

 

Questo tratto doveva essere aperto al traffico veicolare il giorno 30 prossimo, non lo sarà. Improvvisamente, dopo varie verifiche tecnico-amministrative, gli amministratori del CAS si sono decisi a rivelare che il fondo stradale è franato in buona parte. Il manto di asfalto si è spaccato, rivelando crepe anche nella massicciata. Cosa sia accaduto non si sa. Almeno non ce lo dicono. Qualcuno è arrivato a diagnosticare che è accaduto qualcosa da attribuire a “leggerezza” tecnica.

 

Potrebbe essere altro, anche qualcosa di ben più grave. Il fatto certo è che il monitoraggio dell’andamento dei lavori non si è rivelato sufficientemente accurato. La Magistratura ha aperto un’inchiesta e ha apposto i sigilli su tutto il manufatto. Cosa accadrà non si sa. E’ certo che la tempistica è saltata.

 

 

Così, quella che viene considerata l’area più viva e vitale della Sicilia da economisti e sociologi, rimarrà bloccata ancora chissà per quanti mesi. Niente si muove dall’altro capo dell’autostrada, a Gela. Non si conoscono nè buone nè cattive intenzioni. Il Consorzio per le Autostrade Siciliane venne istituito nel 1997, in seguito alla decisione di unificare i tre consorzi concessionari dell’ANAS per la costruzione e gestione delle autostrade Messina-Catania, Messina-Palermo e Siracusa–Gela con lo scopo di razionalizzare la gestione e velocizzare le realizzazioni.

 

Il C.d.A. di sette membri, dobbiamo ritenere, per mancati accordi politici, non venne insediato. Venne nominato un Commissario. Questo status è durato ben sette anni. Gli Amministratori finalmente venivano nominati nel giugno 2007. Presidente Nino Minardo, oggi neo deputato nazionale, vice Presidente Carmelo Torre, e consiglieri Luigi Ragno, Angelo Paffumi, Dario La Fauci, Giuseppe Faraone, Carmelo Cammisuli.

 

Tre mesi dopo il suo insediamento, il Presidente Minardo annunziava che i lavori di completamento dei tratti Avola-Noto e Noto-Rosolini erano in corso di completamento. ”Siamo al lavoro, diceva, per i quattro lotti che riguardano la provincia di Ragusa.

 

“Si sta predisponendo il bando di gara per il tratto fino a Modica: per il resto si stanno avviando gli adempimenti di rito”. Questo era quello che affermava il presidente Minardo nell’ottobre del 2007. Ma qualche mese dopo si dimetteva, e con lui il vice presidente La Torre e il consigliere Ragno. Giuseppe Faraone veniva temporaneamente nominato reggente. Poco dopo arrivava ai vertici del CAS un commissario ad acta per provvedere ai provvedimenti urgenti e in particolare per gli adempimenti relativi ai lavori nel tratto Cassibile-Noto.

 

E’ di poche settimane fa, la ricostituzione del C.d.A. Presidente Patrizia Valenti, consiglieri Ferdinando Mandina ed Enrico Gugliotta. Tutti e tre dirigenti regionali. Questa la travagliata storia del CAS a cui è affidata la responsabilità della gestione delle autostrade siciliane e degli investimenti finanziari per la costruzione dei lotti ancora mancanti. Una nota finale. L’Accordo di Programma Quadro, in attuazione delle Intese Istituzionali di Programma, stipulato fra la Regione Siciliana, i dicasteri dell’Economia e dei Trasporti e LL.PP. e l’ANAS nell’ormai lontano 2001, inseriva la spesa di millecinquecentocinquantotto miliardi di lire pari a euro 790 milioni, di cui ottocento miliardi di lire disponibili e settecento miliardi da reperire, per la costruzione dei 13 lotti dell’Autostrada Siracusa Gela. Le vicissitudini dell’autostrada Siracusa Gela non sono, pertanto, da attribuire a ristrettezze economiche, come si suol dire oggi!

Fonte: Siciliainformazioni.com