di Redazione
Modica – Gentile direttore,
Le dichiarazioni del Sindaco Antonello Buscema durante il consiglio comunale di giorno 9 non lasciano adito a dubbi. La situazione è chiara: non esiste più possibilità di scegliere. Il dissesto c’è. Pertanto va gestito. Delle due l’una, o lo si gestisce in casa a partire dall’esercizio finanziario 2009 o ne si affida la gestione all’Organo Straordinario di Liquidazione.
Il risultato delle due è identico, cambia certamente il peso che dovrebbe sopportare la città nel tempo. La via è una, e stupisce che alcuni Consiglieri non l’abbiano ancora capita. Occorre rivedere le scelte, sbagliate, che sono state fatte negli ultimi dieci anni. Significa: alienazione del patrimonio comunale, cassa integrazione per almeno 150 dipendenti, razionalizzazione delle risorse e degli uffici, eliminazione di tutti i capitoli di spesa ad eccezione dei servizi di primaria necessità (acqua, rete fognaria, scuole, servizi sociali), gestione interna dei servizi sociali, sospensione di tutti i contratti esterni o prestazioni a tempo.
E dal canto opposto: aliquote massime per le imposte comunali, copertura del 100% a carico dei contribuenti della TARSU, estensione della fascia di contribuzione TARSU a tutto il territorio comunale con la stessa aliquota, introduzione dell’addizionale comunale, recupero dei crediti vantati (evasione fiscale). Questo è quello che farebbe l’organo straordinario di liquidazione. Questo quello che propone il Sindaco. La differenza sta nei tempi: l’organo straordinario di liquidazione ha il compito di ripianare la situazione, almeno nel bilancio, in 5 anni. Ciò significa che verrà contratto un mutuo ventennale con la cassa depositi e prestiti che ripianerà il debito nell’immediato; in sostanza lasciandolo in eredità ai figli.
Il percorso che intraprenderebbe l’amministrazione con l’avallo dei partiti, tutti, e delle forze sociali, tutte, porterebbe ad un risanamento più lento, ad un rientro graduale del debito non contando su ulteriori prestiti. Occorre che i partiti e i sindacati facciano una dura autocritica. In questi anni si è finto un benessere che non c’è, si è fatto un uso dell’ente pubblico dissennato. Si sono fatte assunzioni prive di ogni logica. Si sono condannati i figli per assolvere i padri. Basta. Fermiamoci. Le opposizioni smettano questo inutile gioco. Non serve più a nulla aspettare che scoppino le contraddizioni tra Pd ed MpA. A che serve additare al pubblico il Sindaco come l’uomo nero. Guardatevi intorno, ascoltate. Nessuno applaude più nessuno. La responsabilità di tutto ciò è anche, e forse soprattutto, vostra. Abbiate anche voi il coraggio delle scelte. Che questa sia una lezione di umiltà per tutti. Voi.
il modicano tipo
© Riproduzione riservata