Cultura
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03/08/2011 18:29

La storia del porto di Kaucana

Ne è ormai definitivamente convinto Giovanni Di Stefano

di Saro Distefano

Kaucana
Kaucana

Santa Croce Camerina – Il porto di Kaucana, decine di volte citato dagli antichi scrittori, viaggiatori e geografi, era dove adesso è Punta Secca. Per essere più precisi e “attuali”, nella spiaggia che oggi tutto il mondo chiama “di Montalbano”.

Ne è ormai definitivamente convinto Giovanni Di Stefano, il direttore del Parco Archeologico di Kamarina, archeologo che insegna all’Università della Calabria. L’accademico lo ha spiegato nel corso di una conversazione, organizzata dal Comune di Santa Croce, tenuta in “Piazza Tore” a Punta Secca, praticamente a cento metri da quella spiaggia che fino a mezzo millennio fa era certamente ancora porto, ma con una fisionomia tutta diversa dall’attuale. Il porto di Kaucana, da dove Belisario nel 553 dopo Cristo partì con oltre cinquecento navi per guerreggiare coi Vandali nel Nord Africa, era enormemente più grande della attuale caletta. Le condizioni sono state naturalmente ed entropicamente modificate solo negli ultimi duecento anni, durante i quali i lavori agricoli hanno portato al prosciugamento dei tantissimi pantani retrodunale, a loro volta residui di un più grande, e capace, bacino che, come ha dimostrato Di Stefano, era stato comunque allargato e sistemato con opere artificiali certamente in epoca bizantina.

Fondamentali le foto aeree per dimostrare la tesi che il Kaukane portus fosse una realtà e non soltanto una citazione da Tolomeo e Procopio. E altrettanto fondamentale, lo ha anche un po’ polemicamente sottolineato l’archeologo ragusano, è lo studio delle fonti, l’applicazione sui documenti, lo studio del territorio e, naturalmente, anche la fortuna. Come accadde solo lo scorso anno quando, dopo una violentissima mareggiata unita a tre giorni di fortissima pioggia, permisero allo stesso Di Stefano, solo passeggiando sulla spiaggia “del Palmento”, appena ad ovest dal faro e dalla torre di Punta Secca alias Capo Scalambri, di torvare oltre un metro di sabbia in meno dalla spiaggia, portata via dal mare e dalla pioggia, tanto da mostrare i sottostanti scogli che però, come l’archeologo si attendeva ma non aveva mai potuto osservare, non erano solo scogli, ma anche moli di attracco, con tanto di bitte e canali di colo delle acque.

L’appuntamento nella ribattezzata piazzetta Montalbano a Punta Secca (non ancora ribattezza Marinella secondo quanto detta Camilleri) è per il prossimo 8 agosto, con la seconda conversazione con Giovanni Di Stefano. Tema, la terma di Mezzagnone a Santa Croce Camerina. Ultima ma non secondaria notazione: alla conversazione con  Giovanni Di Stefano sul porto di Kaucana erano almeno duecento le persone che hanno occupato l’intera piazzetta, a dimostrazione, se ancora qualche politico non l’avesse capito (ma evidentemente a Santa Croce lo hanno capito), che anche la cultura (e di livello, com’è nel caso dell’accademico ragusano) attira l’attenzione e l’interesse di persone che non solo e soltanto televisione e Gazzetta dello Sport.