Cultura
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11/07/2011 16:14

La Terza Banca, un libro profetico

Di Peppe Cusumano

di Saro Distefano

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La presentazione
La presentazione

Ragusa –  Un libro “profetico”. E per fortuna che la profezia, in questo caso, è stata tutt’altro che catastrofica, anzi.

Il fatto è che Peppe Cusumano, autore di “La terza banca”, romanzo edito da LaZisa di Palermo, è un bancario, dipendente di un istituto di credito locale, che tre anni fa mise mano al suo PC è dopo tre mesi aveva “partorito” un romanzo. La storia è semplice e nel contempo molto complessa: un bancario riceve dall’Ufficio del Personale della sua Banca la lettera con la quale viene promosso a “quadro” e nel contempo trasferito a dirigere una filiale di nuova apertura in uno sperduto del centro Sicilia. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente, verso il lavoro e le sue responsabilità, verso i colleghi che diventano collaboratori ai quali chiedere con i dovuti modi, verso i clienti che affollano la stanza del “direttore”, verso la famiglia e le persone care, verso lo sport e tutto quanto si somma per fare la vita di un uomo normale.

La trama si sviluppa in circa duecentoquaranta pagine che si leggono bene, grazie anche al linguaggio che in un primo momento fa rimando a quello – celeberrimo – inventato da Andrea Camilleri e ormai conosciuto in tutta Italia (come faranno i traduttori per le lingue estere?). ma a ben vedere, ed anche senza essere critici o letterati, si comprende come quello di Cusumano non sia affatto un linguaggio “inventato”, ma soltanto una buona e accorta miscela di italiano moderno (non privo di rimandi colti e sovente anche scientifici) e di siciliano “vero”, senza neologismi, ma con ataviche espressioni che a noi siciliani che leggiamo portano colla mente ai nonni, agli amici anziani, quelli che ancora oggi, quando la mente funziona, usano quella lingua che è favolosamente ricca di espressioni le più varie.

Ecco, si dirà, ma perché all’inizio ho detto che il libro “La terza banca” è profetico? I più accorti tra i miei quattro lettori lo avranno già capito. Cusumano ha scritto il libro tre anni fa, e lo ha pubblicato solo adesso e solo grazie alle fortissime insistenze di alcuni amici che lo hanno spronato, pressato, stimolato a mandare il manoscritto (in editoria si dice così, ancora così, nonostante oggi ad essere inviato è un file word tramite la posta elettronica) che infatti è stato pubblicato perché il prodotto è meritevole.

La Terza Banca è libro profetico per il semplicissimo fatto che appena ricevuta la lettera con la quale LaZisa di Palermo accettava di pubblicarlo, nel contempo l’autore riceveva la lettera dalla sua Banca (ma quella vera, non della finzione romanzesca), con la quale veniva promosso e mandato a dirigere una piccola filiale in terra etnea. La profezia si ferma a questo punto, perché la vita di Peppe Cusumano ha continuato sui binari precedenti, cioè di un quarantenne dedito a lavoro e famiglia ma con un lungo elenco di interessi “altri” che spaziano dallo sport alla letteratura, dalla fotografia ai viaggi. Quello che attendiamo adesso da Cusumano scrittore è la pubblicazione, ad alti livelli editoriali, delle sue raccolte poetiche. A sentire chi ha presentato il libro “La terza banca” durante un aperitivo offerto in Piazza San Giovanni dal Cral della Banca Agricola Popolare di Ragusa (e al quale fanno riferimento le foto pubblicate), Cusumano è certamente ottimo scrittore, ma ancora più bravo quale poeta. Staremo a vedere.