Attualità
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20/10/2007 10:53

La Via: vendiamo l’ortofrutta dal produttore al consumatore

di Redazione

Filiera lunga e intermediazione sono le cause principali dell’aumento ingiustificato del prezzo dei prodotti agroalimentari. Una melanzana tonda, al mercato ortofrutticolo di Vittoria, al contadino viene pagata, come media, 50 centesimi di euro al chilogrammo.

La stessa melanzana il consumatore la compra da 1,15 a 1,79 euro al chilo. Un chilogrammo di pomodoro ciliegino è pagato 1 euro al contadino, quindi il suo prezzo, da un passaggio all’altro della filiera, subisce un’impennata da 2,29 a 3,80 euro. Stesso discorso per le zucchine verdi: il produttore guadagna 60 centesimi al chilo, il consumatore paga tra 1,50 e 1,99 euro. Dal grossista al trasportatore-distributore, al venditore al dettaglio, i passaggi dal produttore al consumatore sono almeno quattro quando non diventano cinque o sei qualora i prodotti vengano confezionati con aumenti conseguenti. L’esempio è costituito dalle verdure pulite, tagliate e confezionate vendute addirittura ad etti e ad un costo di parecchi euro. È l’affare del packaging.
Ci sono alternative a questi percorsi imposti dal «sistema» dove produttore e consumatore possano incontrarsi e trovare la rispettiva convenienza?
«Bisogna istituzionalizzare i “Farmers market’s place”, ossia i mercati degli agricoltori e renderli un appuntamento fisso partendo dai capoluoghi di provincia. Un percorso già tracciato dal Governo regionale che ha approvato all’interno del ddl sullo Sviluppo un articolo, ancora da discutere all’Ars, proprio sui mercati dei contadini». È quanto sostiene l’assessore regionale all’Agricoltura Giovanni La Via che ieri mattina ha partecipato ad una conferenza convocata per fare il punto su «Domenica d’eccellenza», la kermesse enogastronomica che a Palermo ha messo in vetrina il meglio della produzione di qualità dell’Isola.
«Domenica d’eccellenza – aggiunge La Via – sta rappresentando un vero e proprio laboratorio per il mercato degli agricoltori. I Farmers market’s negli Stati Uniti hanno già una propria configurazione giuridica e convogliano il 15 per cento dell’intero mercato agroalimentare. A livello nazionale la conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al decreto attuativo. La Sicilia è la prima ad essersi mossa in questa direzione e l’iniziativa partirà non appena la norma sarà pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale. La Regione Siciliana ha già approvato uno specifico articolo sui mercati in modo da favorirne la nascita e la crescita nel più breve tempo possibile su tutto il territorio dell’Isola. L’importanza di un’esperienza del genere è data dalla possibilità di abbattere i prezzi di almeno il 30 per cento riducendo così la forbice tra produzione e consumo. La carta vincente dei mercati degli agricoltori – continua la Via – è di eliminare tutti i passaggi intermedi attraverso una filiera cortissima: il contadino vende i propri prodotti al consumatore».
I mercati degli agricoltori, come dimostra «Domenica d’eccellenza», hanno prospettive di grande successo. A Palermo, in tre domenica, l’ultima in programma è quella del 21 ottobre, gli stand delle 150 aziende partecipanti – come spiega il project manager Giuseppe Giunta – sono stati visitati da 85 mila persone mentre sono stati chiusi 1.200 contratti per un valore di 150 mila euro.
Fondamentali per il futuro dei mercati degli agricoltori – come rileva lo stesso La Via – le strategie da elaborare contro il caro-prezzi e ogni forma di contraffazione. «Per questa ragione – sottolinea Dario Cartabellotta, dirigente generale dell’Assessorato regionale all’Agricoltura – stiamo accreditando tutte le aziende agricole che intendono partecipare ai Farmers market’s place, ma faremo in modo che sia accreditato chi è contadino e produce qualità. Il consumatore deve essere certo che i prodotti acquistati rispetteranno i principi di coltivazione molto rigidi e risponderanno a requisiti precisi per combattere la pirateria agroalimentare. Vero è che parliamo di nicchie – aggiunge Cartabellotta – ma queste sono diventate i punti di riferimento della qualità apprezzata da un sempre un maggior numero di consumatori attenti. Il nostro obiettivo è passare dalla promozione all’economia reale attraverso i Consorzi di tutela e valorizzazione in cui il territorio si salda con il produttore».