Attualità
|
29/04/2011 19:46

La webfarm di Aruba in fiamme, siti oscurati e danni economici per aziende

Parla Marco Giannone

di Paola Fidone

Marco Giannone
Marco Giannone

Oscurati a partire dalle 4 di questa mattina tutti i siti italiani che si appoggiano ad Aruba. A causare il black out un incendio verificatosi nella webfarm dell’azienda che ha lasciato fortunatamente intatta la sala dati. L’incidente, causato da un surriscaldamento, ha mandato in tilt migliaia di siti e provocato il blocco della posta elettronica. Un grave episodio che secondo quanto riferito dall’azienda, è in via di risoluzione e non ha creato danni ai dati. L’evento però ha tenuto bloccati molti siti aziendali e sta causando danni a chi lavora in Internet. Ne ha spiegato i risvolti il sig. Giannone, amministratore di Gruppo Giannone, società che opera in Sicilia e a Malta nella creazione siti internet aziendali e nella gestione di server.

 

Cos’è una webfarm?

 

“Ogni sito internet, dopo essere stato realizzato, deve essere pubblicato on-line. Per far ciò deve essere collocato su un computer, chiamato server, connesso su internet 24 ore su 24. Su uno stesso server possono essere presenti anche migliaia di siti internet. Una webfarm è un ambiente che ospita migliaia di server e quindi centinaia di migliaia di siti internet, in alcuni casi anche milioni”.

Che caratteristiche ha una webfarm?

“I server devono “vivere” in uno stato di “benessere”, pertanto la temperatura ambientale deve essere controllata, la tensione di alimentazione deve essere costante, è necessario garantire anche giorni di autonomia in assenza di corrente elettrica. Inoltre la webfarm deve essere connessa alle maggiori dorsali di fibre ottiche internazionali per garantire velocità nella navigazione dei siti internet”

 Quante webfarm esistono in Italia?

“Le maggiori sono alcune decine, tra queste alcune sono destinate ad utilizzi strategici e militari: si pensi alle connessioni internet dell’aereonautica e dei servizi di sicurezza nazionale ed internazionale. Ci sono webfarm che ospitano server di servizi strategici, ad esempio le connessioni tra le banche, tra gli uffici postali, o tra le centrali elettriche e l’Enel, o ancora i servizi delle ferrovie. Infine ci sono webfarm che ospitano semplici siti internet”

 E Aruba?

“E’ una delle maggiori webfarm italiane che offre anche servizi a basso costo. Questa politica ha consentito all’azienda di ottenere milioni di clienti in Italia e non solo. Ne vediamo la pubblicità su internet, sui giornali e persino in campagne televisive, come ad esempio quella attuale su LA7. Molti webmaster sono “attratti” dal costo e si affidano senza pensieri a ciò che la pubblicità offre.

Quali siti stanno su Aruba?

“Sulla webfarm di Arezzo è possibile trovare dal piccolo ed insignificante sito internet da 1 visitatore al giorno, fino a siti con migliaia di visite giornaliere. Ci sono siti di chi “gioca” con internet ma anche di chi utilizza internet per lavoro. Sono proprio le aziende le più colpite dal disastro di questa notte. Fortunatamente l’incendio, secondo il comunicato di Aruba, non ha lambito i server e le sale dati”

Può spiegarci perché e che ripercussioni ha avuto, in provincia, l’incendio di Arezzo?

“Se il sito è oscurato anche la posta elettronica non funziona. Centinaia di aziende della provincia sono rimaste bloccate senza possibilità di lavorare. I danni possono essere incalcolabili se si pensa a preventivi, ordini, fatturazioni, gare d’appalto e l’ordinaria mole di lavoro di un’azienda. Anche la vostra testata giornalistica ha avuto contezza del danno con le vostre pagine oscurate. Si pensi ad esempio ad un’azienda di commercio elettronico che ogni giorno fattura tramite internet migliaia di euro. Anche nel settore turistico, chissà quante prenotazioni saranno andate perse per quei siti di booking che stanno su Aruba”

 Quanta importanza ha il server di un sito internet e la webfarm?

“Se un cliente investe 3.000 Euro per realizzare un sito internet non può pensare di spendere 30 euro l’anno per mantenerlo. Aruba offre anche servizi a costi bassissimi ma ogni caratteristica ha un costo supplementare: i servizi a basso costo non sono adatti a chi utilizza internet per lavoro”

 Oggi non ha funzionato la posta certificata, perché?

“La posta certificata, invenzione tutta italiana, è un sistema simile alla corrispondenza raccomandata. In Italia è gestita in massima parte da Aruba, ed il disastro di oggi ha tenuto bloccati migliaia di enti pubblici italiani, costretti a rimandare le loro ordinarie attività.

Perchè i siti dei vostri clienti non hanno subito danni?

“Per scelta aziendale i siti dei nostri clienti non sono su Aruba. Abbiamo individuato, cinque anni fa, una webfarm “non commerciale” e molto sicura. Un edificio simile ad un bunker antiatomico a Settimo Milanese. Prima di iniziare un lavoro diciamo sempre ai nostri clienti che il loro sito non sarà su servizi a basso costo. Spesso non veniamo capiti ma la nostra politica aziendale ci porta, in ogni caso, ad avere cura del cliente e consigliarlo correttamente”

 Cosa consiglia ad un cliente che deve scegliere una webfarm? 

“Il cliente che commissiona un sito internet non ha, in genere, competenze tecniche per decidere o stabilire. Il consiglio è di non affidarsi a persone poco esperte per un consiglio sulla webfarm da scegliere. Il web non è un gioco e i siti sono molto più complessi di quello che il navigatore vede”.