L’intervista esclusiva di Mario Barresi su La Sicilia
di Mario Barresi
Vittoria – “Non sono uno sciacallo, volevo solo un tetto per la mia famiglia”. Rompe il silenzio Orazio Sciagura – 35 anni, bracciante agricolo di Scoglitti, moglie disoccupata e una figlia di 5 anni – acquirente della casa di Giovanni Guarascio, il muratore di Vittoria che s’è dato fuoco ed è morto lunedì notte.
Quando ha fatto l’offerta per la casa conosceva la situazione della famiglia a cui l’avrebbero tolta?
“No, appena l’ho saputo mi sono subito messo in contatto con loro per restituirla. Io, 15 giorni dopo l’asta, avevo chiesto ai Guarascio di restituirmi quanto ho speso, circa 42mila euro”.
Ma la casa l’aveva comprata a prezzo minore…
“Esattamente 26.900 euro, ma ci sono tutte le spese legali, d’asta e del mutuo. Io ho fatto una lista, l’ha vista un tecnico delegato dai Guarascio, che ha ritenuto congrua questa cifra. Ci sono tutte carte scritte che lo provano”.
Questo è il primo immobile che lei compra all’asta o lo fa come attività abituale?
“Questa è la prima volta. Io vivo a Scoglitti e volevo una casa a Vittoria, per la mia famiglia”.
Martina Guarascio dice che lei, con altre due persone, è rimasto fermo a guardare il padre bruciare con il sorrisetto sotto i baffi…
“Le altre due persone sono il mio legale e l’ufficiale giudiziario. Non è vero nulla. Ma mentre suo padre bruciava la ragazza ha avuto il tempo di guardare la mia faccia?”.
Si sente responsabile di quello che è successo?
“Non avrei mai pensato che poteva succedere questo. Ma io aspettavo da un anno, era la quinta volta che ci trovavamo con l’ufficiale giudiziario, tutte le trattative erano finite in malora”.
Quell’ultimo incontro lo rifarebbe?
“Nessuno l’avrebbe fatto, perché penso che non c’è somma o casa che possa ripagare quello che è successo”.
Com’è cambiata la sua vita?
“Da quando ho saputo che il signor Guarascio non c’è più non lavoro e non esco di casa. Il gesto estremo di questa persona ha segnato me e la mia famiglia per sempre”.
Ha ricevuto minacce?
“Non dirette. Ma quello che si sente in giro non sono belle cose”.
Quella che ha vinto all’asta è una casa maledetta. Il sindaco di Vittoria vorrebbe ricomprarla per ridarla ai Guarascio. Cosa farà?
“Io voglio fare quello che ho sempre voluto fare: restituire la casa avendo solo indietro le spese, non un centesimo in più. Spero che la gente sia sensibile e aiuti i Guarascio: io li conosco da un anno e non li ha mai aiutati nessuno, anche se ora sono tutti bravi a dare solidarietà. L’unico ad aver dato loro una possibilità sono stato io. Anche i figli lo sanno, le cattiverie contro di me sono dettate dalla rabbia”.
Andrà ai funerali di Guarascio?
“Non posso, perché rischierei un linciaggio. Però anche se non ci andrò sarò vicino a loro. Spero che un giorno finisca questo rancore che ho ascoltato nelle loro parole. Io volevo aiutarli, volevo indietro solo i miei soldi, non specularci”.
Non si sente uno sciacallo?
“Gli unici soldi in più rispetto alle spese che ho chiesto sono 500 euro per il tempo perso. Ma non mi sembra una cifra da sciacallo”.
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