Dodici aerei in arrivo ogni ora (ieri erano 10), almeno fino alle 18, nessuna restrizione per le partenze. Migliora leggermente la situazione all’aeroporto di Catania. La Sac fa però sapere che, considerando la continua emissione di cenere dell’Etna, è stata disposta la proroga della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B1.
Ieri una nuvola nera alta 6 chilometri e pioggia di polvere sulla provincia catanese: macchine coperte, strade annerite e commercianti intenti a pulire i marciapiedi. Fra i centri etnei più colpiti ci sono Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta. La cenere si è spinta anche nel Messinese e lungo ampie fasce della costa ionica.
Secondo l’ultimo bollettino dell’Ingv “il campo lavico nella Valle del Bove risulta complessivamente in fase di raffreddamento, sebbene rimanga attiva una bocca a quota 1.900 metri che alimenta una colata fino a quota 1.600. L’attività esplosiva ha provocato il collasso del versante orientale del cono di Monte Rittmann, determinando l’apertura di una nuova bocca effusiva a quota 2.350; da questa si è generata una colata lavica di circa 500 metri, che si è tuttavia subito arrestata e raffreddata”.