Inchiesta di Riccardo Iacona
di Lucia Fava
Comiso – Dall’arrivo di Massimo D’Alema, nel 2007, passando per il dissesto finanziario del Comune di Comiso e finendo alle “corse in Ferrari” sulla pista. La storia dell’aeroporto di Comiso condensata in 6 minuti. È andata in onda domenica sera su Rai3, nel programma di Riccardo Iacona, Presa Diretta. Sullo sfondo, un’inchiesta sugli aeroporti italiani minori, che mettono in luce sprechi e opere incompiute negli enti locali. Le telecamere della Tv nazionale hanno così fatto ingresso, nuovamente, al Vincenzo Magliocco, rimandando ai telespettatori che seguivano da casa, le immagini di una struttura pronta e perfetta, costata complessivamente 46 milioni di euro, ma inspiegabilmente chiusa.
Sporadicamente il Vincenzo Magliocco torna sotto i riflettori della stampa nazionale. Purtroppo lo fa solo quando si parla di sprechi e di opere incompiute. E le reazioni nel territorio, anche in questo caso, non sono mancate. Per il presidente della Soaco, Rosario Dibennardo, il servizio dedicato allo scalo comisano ha messo in evidenza solo una parte della vicenda. “L’aeroporto di Comiso – ha commentato Dibennardo – è stato messo al pari di scali che hanno fallito, quando non abbiamo ancora avuto la possibilità di partire. Non è stato spiegato che le spese Enav non ci sono state riconosciute (a differenza di quanto avviene per tutti gli altri aeroporti italiani). Inoltre, non è stato evidenziato che, nonostante le avversità e la scarsa attenzione a livello nazionale, lo scalo sta per essere aperto”.
Sulla vicenda interviene anche l’ex sindaco e deputato del Pd, Pippo Digiacomo. “Il servizio – ha commentato il parlamentare ibleo – ha dimostrato la totale inadeguatezza dell’attuale classe poltica dirigente a fare partire un aeroporto. Dovevamo brindare in primavera 2010, siamo a marzo del 2013 e non abbiamo visto ancora nulla se non propaganda e confusione. L’unica cosa reale sono i 4,5 milioni di euro che ho trovato io per sbloccare i costi Enav”. Riguardo all’arrivo di D’Alema, Digiacomo ricorda che si è trattato dell’intitolazione dello scalo a Pio La Torre, eroe dell’antimafia, nella celebrazione del 25ennale del suo assassinio: “c’è qualcuno che vuole rimuovere la lotta antimafia, noi la teniamo desta”.
La Sicilia
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