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24/12/2025 19:09

L’Agenzia Spaziale Italiana augura “Buone Feste” con due foto dello sciclitano Emanuele Nifosì

Le foto sono state realizzate rispettivamente a Cava d’Aliga e a Scicli

di Redazione

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Scicli – Stamattina l’Agenzia Spaziale Italiana, per augurare Buone Feste, ha pubblicato nella propria pagina Istagram le foto di tre comete del 2025: C/2025 A6 Lemmon, C/2025 R2 Swan e C/2025 K1 ATLAS. Due di queste foto sono state realizzate rispettivamente a Cava d’Aliga e a Scicli da Emanuele Nifosì.

Questo il testo:

“Aspettiamo il Natale con le comete del 2025 osservate dai nostri appassionati di astrofotografia

AstroDavidSky e emanuele.nifosi.photography

1. C/2025 A6 Lemmon, scoperta a gennaio 2025 e fotografata da David Sarrocco il 20 ottobre da Quasano Toritto, in Puglia

2. C/2025 R2 SWAN, scoperta a settembre 2025 e fotografata da Emanuele Nifosì l’8 ottobre da Cava D’Aliga, a Scicli, in Sicilia

3. C/2025 K1 ATLAS, scoperta a maggio 2025 e fotografata da Emanuele Nifosì il 12 novembre da Scicli

Buone Feste dall’Agenzia Spaziale Italiana”

Approfondimento:

Cometa A6 Lemmon (Fonte UAI: Unione Astrofili Italiani)

“Scoperta all’inizio del 2025 dal Mount Lemmon Survey, l’oggetto sta progressivamente aumentando di luminosità mentre prosegue il suo viaggio verso il perielio, il punto di massima vicinanza al Sole. Si tratta di una cometa non periodica, quindi destinata a transitare nel sistema solare interno solo in questa occasione, offrendo un’opportunità unica per lo studio scientifico e per le osservazioni amatoriali.

Scoperta e prime osservazioni

Inizialmente le previsioni di magnitudine apparivano piuttosto caute, stimando valori troppo bassi per rendere la cometa facilmente visibile anche con piccoli strumenti. Tuttavia, gli ultimi dati hanno mostrato un comportamento più favorevole: la curva di luce indica un incremento di luminosità più rapido del previsto, rendendo C/2025 A6 Lemmon un bersaglio sempre più interessante.

Nonostante resti improbabile che raggiunga la visibilità a occhio nudo con la stessa spettacolarità delle grandi comete del passato, l’oggetto sta già regalando soddisfazioni a chi lo osserva con binocoli e telescopi, e dalle nostre latitudini stanno arrivando fotografie di grande qualità.

Orbita e parametri dinamici

È una cometa “non periodica” nel senso che ha un periodo orbitale molto lungo: prima dell’ingresso nel Sistema Interno, il periodo stimato era circa 1.350 anni. C/2025 A6 Lemmon percorre un’orbita inclinata che la porta a passare in zone del cielo favorevoli alle osservazioni, con un movimento apparente percepibile anche nell’arco di poche notti.

La chioma appare compatta e il colore verdastro, tipico della fluorescenza delle molecole di C₂ sotto l’azione della radiazione solare, comincia a distinguersi nelle immagini a lunga esposizione. Non mancano accenni di una coda in formazione, sebbene ancora poco evidente e soggetta alle variazioni dell’attività cometaria” (U.A.I.)

Cometa R2 Swan (fonte: Unione Astrofili Italiani)

Il perielio è stato confermato il 12 settembre 2025, come già anticipato dalle prime stime, ma grazie ai nuovi dati l’incertezza è oggi molto ridotta. La cometa, inoltre, passerà a circa 0,26 unità astronomiche dalla Terra, un avvicinamento che le conferirà un moto proprio notevole e la renderà particolarmente interessante da seguire nelle settimane a venire. L’elongazione solare, attualmente ancora sfavorevole, inizierà a crescere rapidamente nel mese di ottobre, consentendo finalmente osservazioni più agevoli.

Cosa cambia per chi osserva

Il periodo più favorevole per gli osservatori italiani risulta essere fine ottobre, quando la cometa sarà sufficientemente lontana dal Sole nell’orizzonte serale e con elongazione maggiore. La finestra osservativa è ora stimata con maggiore precisione, riducendo l’incertezza su quanto presto la cometa possa apparire ben distinta da crepuscolo e bagliori solari. Inoltre,  i nuovi dati non alterano drasticamente le previsioni precedenti, ma le migliorano: la cometa potrebbe raggiungere una magnitudine nella quarta magnitudine, forse leggermente più luminosa nei momenti di massima avvicinamento. La chioma potrebbe diventare più estesa, ma come sempre la luminosità superficiale resta un ostacolo: una chioma grande diluisce la luminosità su un’area maggiore, rendendone difficile l’osservazione a occhio nudo in condizioni non ideali.

Il moto nel cielo sarà molto rapido, infatti, nei giorni del massimo avvicinamento la cometa percorrerà distanze paragonabili al diametro della Luna piena in poche ore, un dettaglio che renderà necessarie sessioni di osservazione attente e ben programmate. Per chi potrà seguire il fenomeno in montagna o in luoghi lontani dall’inquinamento luminoso, con l’aiuto di un binocolo stabile o di un telescopio a bassi ingrandimenti, l’esperienza potrà rivelarsi particolarmente suggestiva.

Resta tuttavia l’incertezza intrinseca che accompagna sempre l’evoluzione di una cometa: il comportamento della chioma e della coda può mutare rapidamente e non è possibile escludere variazioni anche significative nella luminosità. Per questo motivo continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi, pubblicando nuovi aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori osservazioni dirette”.

Cometa C/2025 K1 ATLAS (fonte: Fonte: SpaceWeather)

“Ouesta cometa non avrebbe dovuto sopravvivere al suo perielio dell’8 ottobre (0,33 UA)”, afferma Bartlett. “Ma è sopravvissuta, e ora mostra una colorazione rosso/marrone/dorata, raramente osservata nelle comete.”

Cosa sta succedendo? La chimica di questa cometa della Nube di Oort è strana. Manca dei composti di carbonio normalmente presenti nelle comete, secondo la spettroscopia di David Schleicher de Lowell Observatory. “Tutte le specie contenenti carbonio, incluso il CN, sono insolitamente basse”, ha scritto nell’Astronomer ‘s Telegram n. 17362. Alla luce del sole, i gas cometari diventano verdi a causa del carbonio biatomico (C2) e blu a causa de monossido di carbonio ionizzato (CO+). Sottraendo questi colori, a quanto pare si ottiene l’oro. Non sappiamo esattamente perché, né se possa avere a che fare con il recente incontro ravvicinato con il sole.”

Fonte: SpaceWeather / IG Espaceweathercom