Attualità
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27/05/2012 12:13

Lambrette, sidecar e moto d’epoca invadono Ragusa

I pezzi pregiati su due ruote raccontano la storia dell’Europa

di Redazione

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Sidecar a Ragusa
Sidecar a Ragusa

 Ragusa – Il fascino dei monumenti e del paesaggio iblei. La suggestione evocativa delle due ruote che hanno svolto un ruolo cruciale nella Seconda guerra mondiale. C’è tutto questo, e anche di più, nell’anima di questa ottava edizione di “Moto storiche nel barocco ibleo”, la manifestazione promossa dal Veteran Car Club Ibleo che oggi celebrerà la seconda e ultima giornata. Tra i “pezzi” più gettonati, oltre alla Brough superior di Lawrence d’Arabia, pubblicizzata a suo tempo come la Rolls-Royce delle motociclette, anche le Bsa arrivate nel Ragusano grazie all’apporto del gruppo maltese che sta partecipando all’iniziativa con ben 24 equipaggi. Retaggio della presenza inglese in periodo anteguerra nell’isola dei Cavalieri, la Birmingham Small Arms Trade Association, questo il nome per esteso della Bsa, fornì all’esercito britannico armi, motocicli e veicoli vari per sopportare lo sforzo bellico. Per quanto riguarda le motociclette, la gamma, all’inizio degli anni Trenta, comprendeva modelli da 250 a 1000 cm³, tutti a quattro tempi. Tra i modelli più importanti alcuni di quelli presenti in questa edizione di “Moto storiche” come la B40, la M20, la Super Rocket o i modelli con sidecar molto apprezzati dagli appassionati cultori delle due ruote o, più in genere, dai semplici curiosi. E poi le sempreverdi Moto Guzzi presenti con una consistente rappresentanza, dalla Sport 15 del 1930 all’Airone 250 del 1949, passando per la Gts 500 del 1934. Per quanto riguarda la Brough superior, invece, occorre precisare che la casa inglese aveva sviluppato alcune caratteristiche della forcella Harley-Davidson e ne produceva una propria versione che univa un peso leggero con la resistenza; ciò diventò una delle componenti principali che rese molto maneggevole forse la due ruote più prestigiosa degli anni Trenta. “La particolarità di queste motociclette – afferma Michele Frasca, direttore tecnico della kermesse – rende molto accattivante la nostra manifestazione perché pezzi pregiati come questi difficilmente possono essere ammirati dalle nostre parti e, a maggior ragione, difficilmente possono essere ammirati tutti assieme così come abbiamo avuto modo di fare in questi due giorni. Siamo stati davvero fortunati, oltre ad avere sviluppato in questi anni una serie di contatti che ci permettono di potere contare su tali prestigiose presenze, ad avere ospitato in provincia di Ragusa un numero così importante di moto di qualità. Sono motociclette che formano i pezzi unici di un museo all’aperto, un museo della moto che consente di percorrere la nostra storia, quella italiana e quella europea, a bordo delle due ruote più significative”.