Attualità
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28/07/2009 21:33

L’anima frusciante di Ornella Lorefice

di Telenova

Ragusa – La lotta impari contro il cancro che le è costata tanto dolore, ha saputo anche accendere le corde della sua creatività, stimolandola a scrivere romanzi che, forse, Ornella Lorefice non avrebbe mai scritto se non fosse stata travolta, ancora giovane, dalla malattia.

Ornella ha concluso domenica questa lunga battaglia, durata quasi quindici anni, contro il cancro.

L’autrice de “Il canto ammaliante della vita” e di “Anime fruscianti” aveva fatto della sua sofferenza una missione. “Quando ho iniziato a scrivere”, disse, “in un momento di malattia, mi sono resa conto che le mie parole potessero servire agli altri, ho voluto raccontare perché ognuno di noi ha il dovere di essere testimone, io lo sento quel canto che si impadronisce di me e mi aiuta ad accettare, a riflettere su questa vita, al valore di ogni suo attimo”.

Ed era vero: chi ha avuto la fortuna di conoscere Ornella, di osservare il suo sorriso dolce e le sue parole sommesse, mai velate di tristezza, ma sempre combattive, senza alcuna punta di aggressività riusciva a trarne forza. Per tanti malati, soprattutto per tante donne colpite dal tumore come lei, e magari rimaste sopraffatte dalla malattia, Ornella a volte era come un faro: se lei combatte, con forza, ammaliata dalla vita, tra una chemioterapia e un’altra, fra una nausea e un dolore troppo forte, allora anch’io posso farcela hanno pensato tante donne, malate, che hanno letto in questi anni i libri di Ornella.

Nella prefazione del suo ultimo romanzo “Anime fruscianti” Alessandro Andreini ha scritto: “E’ la cronaca di un amore che sboccia nella misteriosa storia che unisce due giovani in una dimensione del tutto irreale, eppure legata a quella terrena da un filo d’amore indistruttibile, Anima frusciante è una singolare formulazione linguistica con la quale l’autrice vuole indicare la condizione di una persona la cui anima, conduce una vita propria, totalmente aperta alla cura del prossimo nelle forme più singolari di un sussurro, di uno sguardo di fiducia gettato dall’alto di una luce anche piccola, accesa al fondo delle nostri notti più buie”.