Cultura
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07/07/2012 20:13

L’architetto Grasso Cannizzo ha vinto il Riba Award Eu

Per una casa realizzata a Noto

di Maddalena Bonaccorso

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Maria Giuseppina Grasso Cannizzo
Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

Vittoria – La sua architettura si impone con la forza delle idee. Senza finzioni, senza arroganza, con la modestia di chi sa lavorare.
Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, architetto ragusano per parte di padre, torinese per parte di madre, ma apolide e cittadina del mondo da sempre, ha appena vinto uno dei prestigiosi Riba Award Eu (del Royal Institute of British Architects) 2012, per la realizzazione di una casa a Noto, progetto inserito nella shortlist (20 progetti selezionati su 770 studi di architettura partecipanti ai premi) per lo StilingPrize 2012. Soddisfazione enorme, in un anno che si preannuncia per lei molto speciale.
Laureata in Architettura a “La Sapienza” di Roma nel 1974, con una tesi in Restauro, inerente al progetto di un Museo archeologico sotterraneo, nel centro storico di Terracina, la Grasso Cannizzo ha una storia di partenze e ritorni, di sicilia e mondo: nel 1980 si trasferisce a Torino, dove inizia a collaborare con Fiat Engineering per i progetti di ricostruzione dei centri storici della Basilicata.
Torna a vivere in Sicilia nel 1986; nel 2003 viene segnalata per il “MiesvanderRohe Award” e per il premio “Medaglia d’oro per l’architettura italiana”. Nel 2006 riceve una Menzione d’onore per l’EuropeanPlaster Award.
Partecipa nel 2008 alla IX Mostra internazionale Biennale di Venezia.
Ora, dalla periferia del mondo che è il centro di Vittoria dove abita, tra i suoi adorati animali e l’affetto a distanza del popolo vittoriese che guarda con simpatia la sua estrosità e anche il suo carattere fortissimo che non scende a compromessi, la Grasso Cannizzo – sessant’anni portati con disinvoltura estrema – dà vita alle sue creazioni con la logica del calcolo.
“L’architettura è un processo in divenire” ci spiega “perché quando ci si applica a un progetto, non si deve inventare una forma dal nulla, ma definire un processo complicato, in cui si devono considerare i desideri, i sogni, le norme. Solo dopo aver organizzato questa enorme mole di considerazioni, possiamo fissare gli obiettivi e iniziare a lavorare”.
Chiamata a lavorare in ogni dove, l’architetto, grande appassionata di arte contemporanea -possiede alcuni dei “pezzi” più importanti presenti in Sicilia e fa anche da talent scout per i giovani artisti- ama in modo particolare, tra le sue creazioni, il CafHè Mangiare Bere di Catania, una piccola “stanza nel cortile” a Scoglitti, e a Marina di Ragusa, la Torre di controllo. “Oltre ovviamente alla casa FCN di Noto, ideata per Federica Cimatti, una cliente che desiderava una casa per le vacanze, che si chiudesse del tutto in sua assenza e si inserisse perfettamente nel territorio circostante”.
E se la torre di controllo è segnale di demarcazione tra la quiete del porto e la violenza del del mare aperto, casa FCN è la forza e la sostenibilità della natura perfettamente tradotta in linguaggio architettonico. E stupisce in positivo, visitando la home page del RIBE, vedere la piccola casa immersa tra gli ulivi della vittoriese vincitrice assieme a opere colossali come il Centre Pompidou di Metz o l’Arena di Bilbao.
Il low profile come stile di vita e di lavoro. Vincente sempre, contro l’esibizionismo.

 

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