Cronaca
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30/01/2010 12:10

L’architetto Vera Greco: Proiettili? Logica mafiosa

"Come devo leggere questo episodio? Qualunque lettura non è assolutamente edificante"

di Redazione

“Mi fa arrabbiare moltissimo, perchè pensavo che questa provincia fosse diversa, fosse all’avanguardia su tanti aspetti. Invece, devo ricredermi”. E’ delusa e arrabbiata la Soprintendente di Ragusa, l’architetto Vera Greco, per il ritrovamento dei bossoli di fucile davanti all’ingresso dell’ente di piazza Libertà. Perchè questo episodio è la cartina di tornasole di un clima, fatto di paura e intimidazioni, a cui la provincia iblea sembrava estranea. “E invece questo clima appartiene anche a questo territorio, appartiene alla stessa Sicilia che usa la logica delle intimidazioni e del ricatto, consentitemi il termine, mafioso. Come devo leggere questo episodio? Qualunque lettura non è assolutamente edificante”, sentenzia la Soprintendente di Ragusa, “è legato alla discussione sul piano paesistico? Oppure alla discussione sul parco degli Iblei? Se poi pensano di farci paura, sappiano che noi andiamo e andremo avanti. Noi crediamo, anzi, noi speriamo, in una Sicilia diversa, in un’isola dove le fabbriche non chiudono e dove i lavoratori non restino a casa, dove nessuno è schiavo di nessuno. Dobbiamo essere noi i padroni del nostro futuro”, dice l’architetto Greco, “che non può più essere un futuro di spazzatura, di immondizia sulle strade, e di spazzatura culturale”.