Ha incrociato 8 Papi
di Redazione
Bergamo – L’arcivescovo emerito di Bergamo Gaetano Bonicelli è stato immortalato pochissimi giorni fa in un supermercato . Una vitalità e una voglia di vivere che lo hanno portato a spegnere 101 candeline il 13 dicembre, festa di Santa Lucia. «Una santa simpatica, perché ci sono santi simpatici ed altri che lo sono meno», ha affermato in base ad un suo originale sentiment agiografico.
Un traguardo anagrafico incredibile, come è incredibile il numero di Papi che don Tano, come ama farsi chiamare, ha conosciuto. Con la stretta di mano e la visita effettuata nei mesi scorsi in Vaticano, Leone XIV ( che ha benedetto la croce pettorale che gli è stata regalata proprio oggi) è l’ottavo Papa che Bonicelli ha incontrato nella sua lunghissima e felice carriera ecclesiastica. Un primato invidiabile, forse unico al mondo. Ordinato sacerdote nel 1948, per volere di Paolo VI vescovo nel 1975 alla guida della diocesi di Albano (dal 1977 al 1981 dopo esserne stato ausiliare), poi su designazione di Giovanni Paolo II ordinario militare per l’Italia (1981-1989) e infine arcivescovo di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino (1989-2001), don Tano è uno degli ultimi testimoni delle grandi transizioni del Novecento nella società e nella Chiesa, capace di analisi lucide che continuano a guardare al futuro. Cento e uno di questi giorni, l’augurio che si fa ad ogni compleanno, lui li ha vissuti davvero e altrettanti gliene si possono augurare, perché a questo traguardo ci è arrivato alla grande. A diopiacendo, e a parte qualche piccolissimo disturbo d’udito e ultimamente le gambe che fanno “giacomogiacomo”, null’altro. Monsignor Bonicelli c’è, con un pensiero lucidissimo e un’infinità di ricordi, ancora perfettamente conservati nella memoria. Il paradiso può attendere.
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