Fanno fuori Saro Alescio
di Redazione
Ragusa – “Un silenzio assordante sulla soppressione dei Consorzi Asi in provincia di Ragusa. Una decisione che non può essere accettata in maniera supina. Perché tutta questa disattenzione? Chiediamo di aprire una riflessione su un argomento molto delicato”.
A sostenerlo è il Partenariato economico e sociale della provincia di Ragusa, costituito in seno alla locale Camera di commercio, dopo che l’Assemblea regionale siciliana ha rinviato alla prossima settimana la discussione del ddl relativo alla soppressione delle Aree di sviluppo industriale presenti sul territorio isolano.
“Nel silenzio assoluto, anche dell’area iblea, si sta mettendo in campo una riforma che ha il sapore più che altro di una grande operazione immobiliare – viene spiegato in una nota – E’ pur vero che con il ddl si attua la politica dell’efficacia e dell’efficienza amministrativa perché obiettivamente ci sono delle Asi, nel panorama siciliano, che possono essere considerati carrozzoni, commissariati da tempo, incapaci di garantire sviluppo e occupazione sul territorio. Ma in questo calderone viene inserita anche l’Asi di Ragusa. Con l’agglomerato di Ragusa, con quello di Modica-Pozzallo e con l’altro nascente del terzo polo, si sopprime e si mortifica ancora una volta l’effervescenza imprenditoriale e l’oculatezza amministrativa che ha sempre contraddistinto la nostra provincia.
Alcune riflessioni portano alla considerazione che con tale siffatta riforma la classe dirigente di un territorio verrà spogliata delle prerogative progettuali e gestionali del modello di sviluppo locale. Ci chiediamo, allora, che senso avrebbe essere un amministratore locale (sindaco, presidente di Provincia…), un rappresentante provinciale datoriale o sindacale di categoria, un deputato regionale ovvero nazionale di riferimento per un territorio, allorquando, le strategie e le scelte di sviluppo economico e sociale del medesimo territorio vengono calate dall’alto e seguono altre logiche?
Ulteriori riflessioni attengono agli aspetti prettamente legati all’occupazione la quale, con il ddl di riforma, viene minata e posta in serie difficoltà sia per quanto riguarda le professionalità di ruolo che per il personale con contratto a tempo determinato.
C’è stata, e c’è tuttora, una discussione, tra le organizzazioni datoriali e sindacali, per cercare di capire se i nostri deputati regionali abbiano una idea in merito. Ad oggi, però, nessuna riflessione in proposito sembra essere pervenuta. Cercheremo, dunque, di far sì che, da qui a qualche giorno, si possa ottenere un incontro urgente con i sei deputati dell’area iblea per comprendere qual è la loro idea sul futuro delle Asi e sul destino dei suoi dipendenti. Non vogliamo fare polemica. Ma è chiaro che esiste, da parte nostra, la necessità di confrontarci su una siffatta riforma epocale, che presuppone oltre alla citata mortificazione dei lavoratori, anche, e parimenti mortificante, creazione di un sistema verticistico, attraverso una definita governance regionale, il tutto di nomina presidenziale. Sembra più che ovvio che il territorio voglia vederci chiaro”.
L’agglomerato di Ragusa si estende su un’area di 7.164.200 mq, con 295 imprese insediate, quello di Modica-Pozzallo si estende su un’area di 5.584.200 mq, con 103 imprese insediate; è in avanzata fase esecutiva la costituzione del terzo agglomerato.
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