di Redazione
“Credito d’imposta e Confidi. Sono i due punti programmatici grazie ai quali vogliamo aiutare le imprese a superare la crisi”.
L’assessore al bilancio della Regione Siciliana Michele Cimino è stato chiaro al termine del convegno promosso da Confeserfidi a Taormina per discutere di politiche del credito nell’Isola alla luce della recessione che sta vivendo il Paese.
“Condividiamo la proposta del presidente di Confeserfidi, Bartolo Mililli, tesa alla istituzione di un tavolo tecnico politico propedeutico a un Accordo di Programma Quadro per il credito in Sicilia. Le risorse finanziarie ci sono, e credo che la Regione debba attingere anche ai fondi Fas, per quanto è di sua competenza, per favorire l’accesso al credito delle imprese siciliane”.
Il presidente Confeserfidi Mililli aveva ribadito “l’assoluta esigenza di una maggiore liquidità alle nostre imprese, in un mercato più trasparente e in un contesto economico più virtuoso.
Il nuovo accordo sul capitale e l’introduzione della legge quadro generano da un lato aspettative e opportunità, dall’altro nascondono problematiche non indifferenti.
Serve una ristrutturazione dei processi di valutazione del merito creditizio e di erogazione della garanzia.
I confidi sono chiamati a ripensare il loro intervento, per mettere a disposizione delle aziende siciliane le opportunità delle Tranched Cover, le operazioni segmentate”.
”Gli imprenditori ricevono giornalmente telefonate dalle banche che chiedono di rivedere le loro posizioni”, afferma il presidente regionale della Cna Mario Filippello, segnalando che ”in poco tempo sono state revocate 700 scoperture e di giorno in giorno aumentano le revoche”. La soluzione per Filippello non e’ certo il fondo di garanzia per le imprese a cui sta pensando la Regione Sicilia. ”Siamo in emergenza – ricorda Filippello – non si può pensare ad uno strumento del genere perché passerebbe troppo tempo primo della sua attivazione. L’unica soluzione realistica é il rafforzamento dei fondi rischi dei Consorzi Fidi”. E a questo starebbe lavorando la commissione attività produttiva dell’Ars, ”la speranza – conclude il presidente siciliano del Cna – é che l’Aula approvi immediatamente questa norma altrimenti la già precaria situazione delle Pmi siciliane potrà solo peggiorare”.
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