Attualità
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14/09/2007 00:00

L’Ato Idrico finisce nella bufera Il fronte dell’acqua si mobilita

di Redazione

Il popolo dell’acqua pubblica torna a mobilitarsi. La conclusione infelice dell’ultima assemblea dei sindaci, con l’assenza totale dei primi cittadini del centrodestra, ha avuto l’effetto del detonatore. L’esplosione di chi fino ad allora aveva creduto che si stesse andando all’annullamento della gara per la scelta del socio privato è stata conseguente. E con essa è partita la preparazione della manifestazione di protesta. E’ annunciata per il 29 settembre alle 10.
All’orizzonte, visti i tempi ormai ristretti, si profila il commissariamento dell’Ato Idrico, il che potrebbe portare come conseguenza il ritorno al società mista e l’affidamento del compito di rifare le condutture e gestire l’acqua all’unica società rimasta in corsa e che si è già tutelata chiedendo un risarcimento milionario.
Le reazioni sono una conseguenza di quanto accaduto martedì alla Provincia. Cittadini invisibili, Forum provinciale per l’acqua pubblica e comitato permanente degli studenti hanno subito alzato il tiro. Per Barbara Grimaudo (Cittadini invisibili) siamo all’arroganza: «Fino a quando – si chiede – dovremo subire tali arroganze? Fino a quando dovremo continuare a lottare contro questi poteri, neanche troppo qualificati? Fino a quando qualcuno non deciderà di mettere fino a questo continuo, squallido richiamo dei commissari? Noi non molleremo e tali arroganze ci portano ancora di più a dedicarci alla lotta contro questo “sistema potere”».
Di «incredibili inadempienze istituzionali» parla il Forum provinciale per l’acqua pubblica, il quale dà per certa «la perdita dei finanziamenti comunitari». E questo potrebbe portare «alla prosecuzione di una gara già viziata nella forma e nella sostanza e ormai priva di qualunque legittimità, giuridica, politica e sociale». Il comitato studentesco, infine, annuncia che gli studenti «sono pronti a lottare ad oltranza, in modo pacifico e come i mezzi democratici permettono di farlo, contro le decisioni prese dentro i palazzi del potere, riguardanti un bene pubblico e indispensabile, quale l’acqua, senza coinvolgere la cittadinanza. Questa è democrazia?».