di Telenova
Una mobilitazione per difendere il latte Siciliano e i prodotti Made in Italy. Una folta delegazione di imprenditori agricoli ragusani ha partecipato alla manifestazione promossa in tutto il territorio nazionale dalla Coldiretti. Tre le iniziative: un presidio dinanzi al porto di Palermo, all’ingresso della frontiera del Brennero, e un incontro con il governo regionale della Sicilia.
“Difendiamo la qualità del Made in Italy – spiega il direttore della Coldiretti ragusana, Lorenzo Cusimano – e chiediamo garanzie di sicurezza sui prodotti importati. Gli agricoltori della Coldiretti chiedono l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta per tutti gli alimenti e maggiori controlli sui prodotti stranieri dei quali deve essere resa nota la destinazione, per combattere la speculazione che fa aumentare la spesa degli italiani mentre nelle campagne i prezzi sono crollati”. Secondo il presidente dell’associazione regionale allevatori, Armando Bronzino, presente al presidio del Brennero, vanno tutelate le aziende che producono reddito e prodotti lattiero-caseari d’eccellenza. “Abbiamo chiesto al governo regionale della Sicilia – aggiunge – impegni precisi per tutelare il futuro dei nostri imprenditori e di accelerare l’iter della legge sull’incenerimento delle carcasse. E’ inaudito che le nostre aziende debbano sostenere anche le spese per lo smaltimento e l’incenerimento delle carcasse degli animali”. Al Brennero è cominciata la prima vera reazione a quello che rappresenta un furto al quale è sottoposta giornalmente la nostra agricoltura”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti nazionale Sergio Marini, “il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano, un inganno enorme ai danni del consumatore e un modo scientifico per uccidere la nostra sana e onesta agricoltura di qualità”.
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