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12/09/2026 19:49

L’attore Fabrizio Bentivoglio ieri sera al Costaiblea: il cinema dei silenzi, delle pause e delle emozioni

A Bentivoglio è andato il premio “Carrubbo d’oro” del Costaiblea Film Festival.

di Redazione

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Ragusa – Per emozionare, a volte, bisogna togliere. Sottrarre parole, gesti, spiegazioni. Lasciare spazio ai silenzi, alle pause, a tutto ciò che un attore riesce a raccontare anche senza parlare.
È stato questo uno dei temi centrali della master class di Fabrizio Bentivoglio, protagonista ieri sera in Piazza Torre della seconda giornata del Costaiblea Film Festival. Attore, regista e tre volte vincitore del David di Donatello, Bentivoglio, in dialogo con il direttore artistico Vito Zagarrio, ha offerto al pubblico una vera lezione di cinema, ripercorrendo il proprio percorso artistico e soffermandosi sul senso più profondo dell’interpretazione.
Il mestiere dell’attore, ha spiegato, non vive soltanto nelle parole pronunciate, ma anche in quelle trattenute, nei silenzi, nelle pause e nei dettagli capaci di dare peso a una scena. Un’idea di recitazione fondata sulla necessità di non aggiungere sempre qualcosa, ma spesso di sottrarre, per lasciare emergere l’emozione.
«Io non volevo essere considerato il bello, volevo essere considerato il bravo», ha raccontato Bentivoglio, con quella forza espressiva che da sempre accompagna il suo lavoro. E davanti al pubblico del Costaiblea le parole si sono trasformate in aneddoti, ricordi e riflessioni su una carriera attraversata da cinema, scrittura e regia.

La seconda giornata di questa speciale trentesima edizione del festival era iniziata nel pomeriggio a Villa Ottaviano con la presentazione di Piccolo almanacco dell’attore, il libro pubblicato da Baldini+Castoldi e dedicato a chi sceglie di intraprendere la professione attoriale. L’incontro, a cura di LIOLA e organizzato dalla Pro Loco Mazzarelli, ha visto proprio Bentivoglio dare voce ad alcune pagine del suo volume, in un momento particolarmente intenso e coinvolgente.
Le sue parole, lette dalla voce di chi le ha scritte e vissute, hanno creato un dialogo diretto con il pubblico. Un libro fatto di esperienze, insegnamenti pratici e morali, ma anche di uno sguardo lucido sul lavoro dell’attore e sulla complessità di un mestiere che richiede ascolto, misura e consapevolezza.
Dopo la master class, il cinema è tornato protagonista con tre opere legate a momenti differenti del percorso di Bentivoglio. Il primo è stato Típota, cortometraggio del 1999 scritto, diretto e interpretato dall’attore. A seguire Lascia perdere, Johnny!, film del 2007 che lo vede ancora una volta davanti e dietro la macchina da presa.
La serata si è conclusa con l’attesa proiezione di Eterno visionario di Michele Placido, film del 2024 dedicato a Luigi Pirandello, nel quale Bentivoglio interpreta lo scrittore siciliano con una prova straordinaria, intensa e ricca di sfumature. Pirandello, del resto, è il file rouge di questa edizione del festival. Al grande scrittore siciliano è dedicata la mostra “Pirandello e il cinema” con installazioni video e manifesti dei film che riguardano questo rapporto in parte tra l’altro raccontato anche nel film di Placido. A Bentivoglio è andato il premio “Carrubbo d’oro” del Costaiblea Film Festival, scultura di Carmelo Candiano consegnata dal sindaco di Ragusa, Peppe Cassì il quale ha rimarcato la valenza e la crescita del festival, quest’anno con tre grandi schermi in varie location.

Foto di Roberta Ficili.