L’aeroporto di Catania potrebbe riaprire non prima di lunedì 17 agosto.
di Redazione
Catania –L’aeroporto di Catania potrebbe riaprire non prima di lunedì 17 agosto, oltre una settimana dopo l’interruzione delle attività a causa dell’attività vulcanica dell’Etna, se le previsioni meteo dovessero confermarsi. Da domenica i venti dovrebbero cambiare direzione, non più verso Sud, «liberando» i corridoi aerei sopra lo scalo così da provare una possibile ripresa graduale dei movimenti.
Resterebbe comunque un impatto significativo sulla mobilità, con poco meno di mezzo milione di viaggiatori coinvolti dalla cancellazione dei voli o dal loro dirottamento verso altri scali, stando alle stime effettuate sulla base dell’offerta nel periodo 7-16 agosto. Intanto, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore C1 e B3 dell’aeroporto di Catania, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 15 del 15 agosto.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo (INGV-OE), conferma che il fenomeno prosegue con dinamiche rilevanti, imponendo una nuova proroga alla chiusura dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, che resterà interdetto al traffico aereo fino alle 15:00 locali di domani, sabato 15 agosto.
Secondo l’ultimo bollettino dell’INGV, la fase effusiva rimane sostenuta. Le osservazioni sul terreno e le immagini delle telecamere di sorveglianza documentano flussi lavici alimentati sia dalla bocca a quota 1900 metri, sia da una bocca effimera adiacente. I fronti più avanzati associati a questa frattura si trovano in prossimità di Rocca Musarra, a circa 1600 metri di quota. Si è invece esaurito il flusso che, nella giornata di ieri, aveva oltrepassato di poco Rocca Capra nella Valle del Bove, non essendo più alimentato. È cessata anche l’attività alla bocca situata a 2750 metri.
La componente esplosiva è al momento concentrata al cratere della Voragine, con intensità variabile e una densa nube di cenere che si disperde verso il settore meridionale del vulcano. I dati sismici indicano un tremore con ampie oscillazioni ma su livelli costantemente elevati; le sorgenti sono localizzate nell’area della Voragine, attorno ai 3000 metri di altitudine. L’attività infrasonica si mantiene su valori medi per frequenza ed energia, con sorgenti stabili sul medesimo cratere. Le reti di deformazione del suolo non evidenziano variazioni significative. La dinamicità del quadro è confermata anche dalle più recenti acquisizioni satellitari Sentinel-2 L2A del programma europeo Copernicus.
L’emissione di cenere in atmosfera ha avuto pesanti ripercussioni sulla sicurezza del traffico aereo. La Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, ha reso noto che, «in via precauzionale», sono stati chiusi gli spazi aerei corrispondenti ai settori C1 e B3. Di conseguenza, tutte le operazioni in arrivo e in partenza sono sospese e lo stop, inizialmente temporaneo, è stato esteso fino alle 15:00 di domani, 15 agosto.
Lo scalo di Comiso, anch’esso gestito dalla Sac, è stato riaperto dopo alcune ore di stop: alle 18 è arrivato il via libera alla ripresa delle operazioni.
Sono circa 1.900 i voli che avrebbero dovuto arrivare o partire da Catania; di questi, circa il 36% è stato cancellato e 630 sono stati dirottati su altri aeroporti.
In particolare, Comiso ha riprotetto 140 collegamenti finché è rimasto operativo. A Palermo, invece, sono una ventina i voli riprogrammati per garantire supporto all’emergenza.
In una giornata di massima intensità per gli spostamenti legati al Ferragosto, migliaia di passeggeri sono costretti a riprogrammare i propri viaggi. La Sac invita i viaggiatori a non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del volo direttamente con la compagnia aerea di riferimento.
Nella foto, l’immagine elaborata dai dati Sentinel‑2 L2A acquisita il 14 agosto.
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