Dopo le accuse del Pd
di Redazione
Modica – “Interveniamo per rispondere alle osservazioni sollevate negli ultimi giorni e alla richiesta di accesso agli atti annunciata dal Partito Democratico in merito alla realizzazione della pista ciclabile tra Punta Regilione e Maganuco e alla riqualificazione della Piazzetta Santa Chiara. Osservazioni che meritano rispetto, ma che non possono essere condivise né nel metodo né nelle conclusioni.
Ma qui si innesta il punto politico dirimente: riflettere non significa arretrare, e la prudenza non può mai trasformarsi in immobilismo.
Rimettere in discussione o bloccare un progetto di questo tipo sulla base di un evento eccezionale, per quanto grave, significherebbe lanciare un messaggio pericoloso: che ogni volta che il territorio viene colpito da un’emergenza la risposta della politica è fermarsi. Noi crediamo, invece, che questa non sia una risposta all’altezza delle sfide che abbiamo davanti.
Il progetto della pista ciclabile di Punta Regilione trae ispirazione strutturale da un’opera già realizzata e pienamente operativa nel territorio ibleo, a Marina di Ragusa. A seguito degli stessi eventi meteorologici, quella infrastruttura non ha riportato alcun danno strutturale, dimostrando che una progettazione corretta consente alle opere pubbliche di assorbire anche stress climatici significativi.
Nonostante ciò, l’Amministrazione è già al lavoro per introdurre ulteriori migliorie progettuali, al fine di incrementare ulteriormente i livelli di sicurezza dell’opera. Questo è il punto politico che va chiarito: non siamo davanti a un’opera fragile, ma a un’infrastruttura pensata e realizzata secondo criteri di resilienza, sicurezza e compatibilità ambientale.
Riteniamo legittimo sollevare interrogativi, ma non condividiamo l’idea che la soluzione sia fermare lo sviluppo. Sarebbe una scelta miope, che non tutela il territorio ma lo condanna all’immobilismo, rinunciando a opportunità di crescita, modernizzazione e miglioramento della qualità della vita.
La politica dell’“aspettiamo e vediamo” può essere comoda dall’opposizione; chi amministra, invece, ha il dovere di decidere e di assumersi la responsabilità delle scelte, sulla base di elementi tecnici e non di valutazioni emotive o strumentali.
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