Lombardo: una bella vittoria
di Redazione
Palermo – Le autostrade siciliane tornano al Cas. Il Tar di Catania ieri ha infatti emesso un’ordinanza definitiva che annulla il decreto del ministero dell’Economia e del ministero delle Infrastrutture per l’assegnazione della gestione all’Anas. «Una bella vittoria», per il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Che apprende la notizia per telefono dai legali proprio mentre sta entrando alla Feltrinelli di Palermo per partecipare alla presentazione del libro «La Zavorra» dei giornalisti Enrico del Mercato ed Emanuele Lauria, sui tanti sprechi siciliani.
Un palcoscenico scomodo, all’apparenza, ma “ideale” per rivendicare la sua «verità su quanto sta facendo il governo», dopo le polemiche dei giorni scorsi sollevate da “El Pais”, “Libero” e il contraddittorio con il direttore di Rai 1 Minzolini.
Dei rapporti con l’esecutivo centrale e del braccio di ferro politico con il Pdl, Raffaele Lombardo parla a più riprese. Sottolineando la strada verso il nord «dei 22 miliardi di euro dei fondi Cipe» e gli altri temi caldi dello scontro. Dalla sanità alla stabilizzazione dei precari, alle autostrade.
«Siamo nelle condizioni – aggiunge – di determinare una svolta vera e seria per la nostra terra». E rispetto ad alleati vecchi e nuovi anche dentro l’Ars. «Non sto dietro agli equilibri, continuerò sul percorso tracciato. Non ho intenzione di candidarmi a nulla. Pensate che in queste ore, Giuda o non Giuda – dice ironico ricordando la battuta del premier di qualche giorno fa – non mi sia stato offerto un ministero?… Io non lo so».
Invece sulla Sanità è diretto. «Potevamo trovare – dice – un accordo con il governo nazionale. Stringere un po’ la cinghia e chiedere poi compensazioni. Sarebbe stata la strada più semplice. Abbiamo voluto risanare veramente la situazione. Risparmiato un miliardo in due anni e rallentato il non invidiabile primato che l’Isola deteneva sulla mobilità sanitaria interregionale. E’ questo il motivo per cui l’assessore Russo è ancora lì e ha accettato l’incarico. Poi, senza le integrazioni di organico, gli ospedali chiudono…», dice ricordando le ultime polemiche del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta sulle assunzioni alla Sanità. E a proposito dell’appalto assegnato alla Solmed, la società del marito della Finocchiaro, aggiunge: «Se non fosse stato Fidelbo in Finocchiaro non ci sarebbe stato alcun caso. Se la società farà ricorso, vedrete che magari avrà ragione e l’azienda sanitaria sarà costretta a pagare».
In cima agli argomenti c’è però la notizia del giorno: il ritorno delle autostrade al Consorzio autostradale siciliano. «Una bella vittoria, certo. Resta il fatto che dobbiamo rivolgerci ai Tribunali amministrativi per correggere gli abusi dell’esecutivo nazionale», commenta a caldo l’ordinanza del Tar.
E annuncia: «Adesso qualcosa dovrà cambiare nella gestione delle autostrade. Penso a una società mista Regione-Anas per migliorare il servizio e contenere gli sprechi. Ne parlerò lunedì stesso con il ministro Matteoli che sarà in Sicilia».
Felice Cavallaro, l’inviato del Corriere della Sera chiamato a moderare l’incontro torna sul tema degli sprechi e pungola il presidente della Regione su consulenze e dirigenti esterni, scelti «in alcuni casi anche tra persone vicine o con ruoli nell’Mpa», sottolinea.
«Abbiamo ridotto sia i consulenti sia i dirigenti esterni – risponde Lombardo – Alla Regione ci sono tante competenze valide ma anche persone che sono diventate dirigenti per anzianità e non per particolari attitudini. E’ fisiologico che una percentuale sia riservata agli esterni».
E sui Pip di Palermo? Incalza Cavallaro. «Noi siamo stati i primi a bloccare le assunzioni nell’amministrazione regionale. Lo abbiamo fatto nel 2008 con una delle prime delibere di giunta. I tremila Pip non li ho fatti io. Mi sono trovato davanti ad una situazione da gestire. Ora queste persone lavorano per un cooperativa con un risparmio per la Regione e con un contratto a tempo determinato per tre anni. Ho trovato una Sicilia che faceva acqua da tutte le parti, ma io penso che è una barca che si può portare al largo e io intendo farlo». Anche a costo di avere un calo di consensi. «Se è calato, ci sarà un motivo. Perché abbiamo rotto le clientele e gli interessi».
© Riproduzione riservata