Attualità
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11/02/2013 14:58

Le dimissioni del Papa. Veni Creator Spiritus

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L’accusa di inadeguatezza

di Un Uomo Libero.

Benedetto VXI
Benedetto VXI

Madrid – Le odierne dimissioni del Papa confermate dall’Agenzia italiana ANSA aprono scenari insoliti nella storia del papato.

Giorno 28 febbraio prossimo, alle ore venti, Joseph Ratzinger abbandonerà il timone della barca di Pietro “per motivi di salute e per il bene della Chiesa”.

Se non ricordo male, solo un papa, Celestino V, il famoso papa del “vil rifiuto” di Dante, preferì dimettersi non per viltà, come insinuò il Sommo Poeta, ma per essere inadeguato pastore della Chiesa del suo tempo.

In Spagna cinquanta teologi, facendo proprio l’appello di Hans Kung (un tempo fraterno amico dell’attuale pontefice), con una “Lettera aperta ai vescovi di  tutto il mondo” hanno invocato da qualche tempo queste dimissioni, ritenendo il papa tedesco inadeguato e hanno bollato il suo pontificato, per dirla con le parole del famoso teologo svizzero, come “un’occasione persa sotto ogni punto di vista”.

Padre Lombardi, il portavoce della Sala Stampa vaticana, parla stamattina di un fulmine a ciel sereno e già c’è chi sta brigando per tessere le solite trame nell’imminenza di un nuovo conclave.

Io credo che Giuseppe Ratzinger meriti tutto il rispetto del silenzio in questo momento così difficile della sua vita ma anche così storico della vita della Chiesa.

Io glielo devo. Non sono stato un suo ammiratore, lo confesso. Lo ricordo molti anni fa, più giovane, quando amministrava con pugno di ferro il vecchio Sant’Uffizio della Chiesa. Non condividevo spesso le sue impuntature ma rispettavo il grande teologo che sentiva l’ansia spirituale e culturale del dialogo con il positivismo e il relativismo moderni dai quali alla fine, credo, sia rimasto schiacciato.

Gli ultimi scandali, è vero, un effetto devastante l’hanno sicuramente sortito.

Resta comunque un clima particolarmente avvelenato che dai tempi di Giovanni Paolo I ha stranamente soffocato il Papato. A nulla servì la gioiosa e lunga parentesi del papa polacco.

Dai tempi di Paolo VI un vento diabolico ha scosso dalle fondamenta la Chiesa. E non è solo il frutto di un Concilio non ancora metabolizzato.

Le nuove tecnologie hanno reso il mondo infinitamente più piccolo e, per ciò, più consapevole e globale.

Il messaggio evangelico si dovrà, nei prossimi anni, confrontare con un sistema molto più informato e spietato. Per questo le povertà saranno sempre più esigenti da chi ha fatto del messaggio del Cristo la propria personale scelta di vita.

Il Papa che verrà dovrà affrontare temi molto scottanti e nuovi, dovrà soprattutto essere un vero pastore di anime, come lo fu il Gesù della Galilea, come lo fu il Cristo delle Beatitudini.

Papa Ratzinger fu un fine teologo e anche un sincero contemplativo ma mai fu un credibile pastore di anime, anche se si sforzava tanto di esserlo. Amavo ascoltare le sue catechesi perché ricche di sapienza e di dottrina. Ma la sua vita d’uomo mi lasciava parecchio indifferente. Queste catechesi sì mi mancheranno.

Mi mancheranno anche le “leziosità” di uno Scalfari dall’illimitata e infondata cultura teologica e le innocenti e ingenue presunzioni di un Ferrara, entrambi responsabili di aver aspramente criticato l’uomo Ratzinger senza neppure il rispetto per l’abito che indossava. Credo che di queste critiche ne farò volentieri a meno.

Come sempre, a dirigere la barca di Pietro è il vento dello Spirito Santo. Queste dimissioni lo confermano appieno.

La voce di Dio, cioè, che il piccolo Samuele faceva fatica a riconoscere e il vecchio Elia ascoltava nel silenzio del deserto.

Questo vento da sempre ha cambiato i destini della Storia, non le parole vane e inutili degli Uomini.