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28/01/2008 22:58

Le elezioni regionali entro il 25 aprile: si rischia un ingorgo

di Redazione

In Sicilia si profila un “ingorgo elettorale” per la prossima primavera. Entro il 25 aprile dovranno infatti svolgersi le regionali, dopo le dimissioni del Governatore Salvatore Cuffaro che hanno comportato lo scioglimento automatico dell’Assemblea regionale. In base alla legge, infatti, il rinnovo del parlamento siciliano deve avvenire entro 90 giorni. Nello stesso periodo, tuttavia, si colloca anche la tornata delle amministrative, che in Sicilia interessa sette province su nove (mancano solo Ragusa e Trapani) e circa 120 comuni, tra cui Messina, che attualmente è commissariata. Ai due appuntamenti elettorali potrebbe però aggiungersi anche il voto anticipato per le Politiche, contribuendo ad alimentare ulteriormente l’ingorgo.

La data delle regionali e delle amministrative in Sicilia dovrà essere fissata dalla giunta regionale guidata dal vice presidente Lino Leanza, in carica per “l’ordinaria amministrazione”, su proposta dell’assessore regionale agli Enti Locali.

A questo punto sono possibili varie ipotesi: i due appuntamenti potrebbero essere abbinati, precedendo le politiche nazionali, o viceversa.

Ma in linea teorica si potrebbe votare anche lo stesso giorno, dando vita a una sorta di “Election day”.

Una soluzione che consentirebbe un risparmio di denaro non indifferente, ma che incontra forti perplessità tra le forze politiche, visto che si tratta di competizioni che hanno caratteristiche diverse e che potrebbero modificare gli umori e le scelte degli elettori.

Ma il vice presidente vicario della Regione, Lino Leanza, scarta con decisione la possibilità di un “election day” e ipotizza “il ricorso a più date elettorali diverse, tra aprile e giugno. In Sicilia non credo sia possibile, e poi si creerebbe troppa confusione, un ingorgo incredibile. Spero proprio di no”.

“Non abbiamo ancora chiarito con certezza quale sarà il percorso elettorale in Sicilia – osserva Leanza – ma non credo sia possibile abbinare regionali e l’eventuale consultazione per le politiche, se ci saranno, nè tanto meno con le amministrative”.

Per questo il vice presidente vicario ritiene “probabile che in Sicilia si possa andare per tre volte alle urne tra aprile e giugno prossimi”. Leanza, che è anche segretario regionale del Movimento per l’autonomia, auspica “si possa trovare un’intesa sulle date anche con i partiti di centrosinistra”.

“In Sicilia – conclude – serve un momento di pacificazione anche nella campagna elettorale: bisogna evitare di essere manichei, con i buoni tutti da una parte e i cattivi dall’altra. Bisogna invece confrontarsi sui programmi e i progetti per le reali esigenze della Sicilia e dei siciliani”.

Infine Leanza, spiegando di “essere già all’opera” come governatore facente funzioni, riporta un passaggio della sua conversazione con il presidente dimissionario Totò Cuffaro.

“Cuffaro mi ha detto che non verrà più alla Regione, per questo di fatto lo sto già sostituendo nell’attesa di una sua lettera esplicativa”.

“La Regione – aggiunge Leanza, che è anche assessore ai Beni culturali e segretario regionale del Mpa – non si può fermare perchè ci sono appuntamenti importanti per lo sviluppo della Sicilia, come i Por, che non si possono assolutamente fermare. Non è la prima volta che presiedo la giunta – osserva – ma questa volta sarà un incarico più gravoso del solito”.

Per la successione a Cuffaro, Lino Leanza non ha dubbi: il “candidato giusto per i siciliani” sarebbe proprio il suo leader, attuale europarlamentare e presidente della Provincia di Catania.

“Raffaele Lombardo, peccato che lui non voglia”. “Lombardo – sostiene Leanza – ha tutte le caratteristiche necessarie per essere un eccellente candidato: ha carisma, piena autonomia da Roma e punta soltanto agli interessi della Sicilia e dei siciliani. Purtroppo ha sempre rifiutato la candidatura, e non ha ancora cambiato idea”.