di Redazione
A chi crede nel carisma dei capi e nelle investiture “divine” non sarà sfuggito che ieri al Palasport di Catania il leader incontrastato del Pdl e del centrodestra ha indicato percorsi, itinerari e uomini che nei prossimi mesi il suo partito, Forza Italia, il suo socio, Alleanza Nazionale e l’Mpa di Lombardo dovranno seguire puntando ad un exploit alle elezioni amministrative.
Non se n’è parlato, ma quel che, eventualmente, si attendeva era l’indicazione di chi dovrà gestire questa fase di scelte, di indicazioni, di valutazioni, di negoziazione con gli alleati. E dire il nome del candidato sindaco. Silvio Berlusconi aveva già scelto e dal palco catanese non ha fatto altro che benedire: Pino Firrarello e Giuseppe Castiglione sono i suoi uomini, tocca (ancora) a loro.
Quelle smagliature che si erano intraviste nel tessuto di Forza Italia negli ultimi mesi dell’amministrazione Scapagnini sono scomparse, come per incanto. Del resto Salvo Fleres è stato sistemato in ottima posizione per trasferirsi a Roma, il sindaco uscente lo stesso.
Venti di opposizione interna a Catania non sembra possano soffiarne, né, per quanto abbia voglia di misurarsi con se stesso e con gli altri, Filippo Drago, arrivato oggi nella Pdl e già molto vicino a Miccichè, sembra abbia intenzione di mettersi contro lo stato maggiore del partito.
Dunque la scelta del candidato-sindaco passerà da Firrarello e Castiglione che, consapevoli di ciò già alla vigilia, hanno accorciato le distanze anche da Raffaele Lombardo, dopo i mesi del grande freddo e le interviste al vetriolo. Una scelta che potrebbe arrivare presto, visto che l’ipotesi del rinvio a novembre del voto catanese viene escluso da quasi tutti i tecnici.
I tempi per votare alla Regione, insediare Ars e governo e poi le commissioni rendono impossibile, nei fatti, il varo di una legge ad hoc per Catania. Dunque fuori i nomi, a breve. Che qualcuno sussurra dalle menti dello stato maggiore brontese, in sintonia con quello di Grammichele, ci sarebbe già. E per questo ieri lo avrebbero messo, come per un ballon d’essay, in prima fila a tre metri dal Cavaliere.
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