Cultura
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15/07/2011 17:14

Le opere di Patrizia Gulino

“La mia anima in un cerchio”

di Saro Distefano

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Patrizia Gulino, opere
Patrizia Gulino, opere

Ragusa – Invitato ad una laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Ragusa, sono educatamente andato, preparato ad annoiarmi per tutta la durata delle discussioni d laurea per poi lanciarmi sui pasticcini ed i semi-freddi.

Ma, come sovente mi accade, ai semi-freddi mi sono certamente lanciato, ma solo dopo essermi letteralmente entusiasmato ad ascoltare le discussioni di professori e neo-laureati. Sapevo, andando nella aula magna dell’Accademica, che non avrei ascoltato un neo-dottore in Giurisprudenza discutere di diritto o uno di lettere impegnato a spiegare il pessimismo leopardiano, ma nemmeno avrai mai immaginato di vedere cavalli bardati, sculture e installazioni che, a mente serena ho poi compreso, sono in effetti le prove alle quali vengono chiamati i candidati a titolarsi dell’alloro accademico.

Ecco perché, tra le altre che avrei potuto citare, Patrizia Gulino (dalla quale ho avuto il nulla osta a pubblicare le foto delle sue opere) merita una citazione. Armata di personal computer si è presentata alla commissione per presentare la sua tesi per il corso di decorazione dal significativo titolo “La mia anima in un cerchio”. La dottoressa Gulino – relatrice la professore Mara Agosta e correlatrice la professoressa Valentina Canto – ha mostra le foto delle sue opere che hanno come leit motive, ca va san dire, il cerchio. In pietra, in tessuto, in cannucce (avete capito bene: migliaia di cannucce, quelle per le bevande, di diversi colori, tagliate a diverse altezze, per formare quadri tridimensionali), decine di cerchi ispirati alla maternità, al volo, al sole. Opere bellissime che hanno contribuito (insieme alla parte più strettamente teorica nella quale la Gulino ha spiegato gli agganci ed i rimandi della sua oepra a quella di famosi artisti quali Marcel Duchamp, Wassily Kandinskij, Robert Delaunay) a farle avere un meritato 110 e lode.

Quanto ha impressionato chi scrive, comunque, è stata la particolarissima atmosfera che si è creata in quella aula magna (peraltro per nulla artisticamente valida, anzi) per merito di insegnati ed allievi, secondo me molto coraggiosi ad affrontare, in tempi come questi, un corso di studi che professionalmente potrebbe comportare non pochi futuri sacrifici. Ma a loro vantaggio è però da considerare la conoscenza e soprattutto la sensibilità artistica: non è da tutti, e non è poco.