di Redazione
«La Margherita è e resta collocata nel centrosinistra, le scelte future saranno adottate dal nuovo partito in modo democratico»: Venerina Padua vive in maniera serena i giorni che separano la politica nazionale e locale dall’avvento del Partito democratico. Qualche problema in più angustia Pippo Digiacomo, segretario della federazione dei Ds, che è costretto a rintuzzare una serie di problemi non secondari (dalla fuoriuscita di Roccuzzo e Schininà, al caso Vittoria). Rispetto alla Padua, Digiacomo ha, tuttavia, qualche certezza in più: «La scelta di eventuali alleanze – si legge in un documento della segreteria provinciale – non può che passare dal centrosinistra. Solo da una piena condivisione di questo punto di partenza si possono far partire ipotesi di allargamenti e intese».
Nella Margherita provinciale c’è un’area, che ha in Roberto Ammatuna e Antonio Borrometi i punti di riferimento, che non nasconde di guardare con grande interesse a esperienze diverse da quelle del centrosinistra e ha intensificato la corrispondenza (sempre più esplicita) con Udc e Mpa. Su questo terreno fertile ha provato a mettere a dimora qualche seme anche il sindaco di Ragusa che dapprima ha attribuito a Paolo Roccuzzo il ruolo di esperto e poi chiesto al coordinatore regionale di Forza Italia di guardare con «trepidazione» a quanto accade nel Partito democratico. Forza Italia, in effetti, inizia a temere un asse centrista con i moderati del Pd, l’Udc e il Mpa che potrebbe aspirare, a livello regionale, a esprimere il successore di Totò Cuffaro (ruolo ambito anche da Gianfranco Miccichè). Stesso timore hanno anche i Ds che in Sicilia potrebbero ritrovarsi in minoranza all’interno del Pd.
La Margherita riunirà venerdì l’assemblea provinciale. Sarà l’occasione anche per capire quante e quali liste saranno in lizza a livello locale. È probabile infatti che queste due diverse linee politiche emergano in maniera chiara con la presentazione delle candidature per la selezione della classe dirigente del nascente Partito democratico. «Per il momento – ribadisce Venerina Padua – la Margherita è collocata in modo cristallino e limpido nel centrosinistra. Posizioni diverse da queste, come sottolineato anche dalla segreteria regionale, sono espresse a titolo personale».
Anche sulla situazione politica di Vittoria, Digiacomo e Padua si esprimono con qualche sfumatura diversa. Il segretario dei Ds rivolge un appello al sindaco Giuseppe Nicosia affinché svolga «un ruolo di grande responsabilità per le sorti della coalizione in città»; la presidente della Margherita si dice certa che sulla vicenda «il buon senso di Margherita e Ds non mancherà».
A disorientare gli elettori di centrosinistra contribuisce, in questo momento, anche il caso Roccuzzo. L’ex capogruppo Ds (e leader insieme con Francesco Aiello e lo stesso Digiacomo dell’area fassiniana dei Ds in provincia) ha accettato l’incarico di esperto di un sindaco di Forza Italia dichiarando, comunque, di continuare a credere nelle prospettive del centrosinistra. Secondo la segreteria provinciale dei Ds si tratta di posizioni «stravaganti e ballerine» con le quali «un centrosinistra serio non vuole avere nulla a che spartire».
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