Attualità
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20/01/2009 01:36

Legambiente: Stop ai predoni del mare

di Redazione

Puntuale come sempre, arriva  dalla Regione l’autorizzazione alla pesca del novellame in Sicilia.
Con  una nota inviata al Prefetto, al Presidente e agli Assessori all’ Ambiente ed alle Attività produttive della Provincia, ai Sindaci dei  comuni marinari, alla deputazione regionale, al Comandante della  Capitaneria di Pozzallo, alle centrali cooperative ed alle cooperative
di piccola pesca, alla F.I.P.S.A.S. ed alle associazioni subacquee, l’ Associazione ambientalista chiede che venga attivato urgentemente un  tavolo tecnico operativo finalizzato ad intervenire presso l’ Assessorato regionale competente per ottenere l’interdizione della pesca al novellame in Provincia di Ragusa.
Nonostante che a tutti i  livelli politici, scrive l’Associazione, ci si dichiari in favore della  tutela e valorizzazione del mare e della piccola pesca, ogni anno  nessuna iniziativa viene presa per impedire che in provincia si attui  tale pesca, e ciò nonostante che tale attività non venga effettuata da  nessun pescatore in provincia di Ragusa e quindi non comporti alcun vantaggio economico (se ve ne fosse alcuno) ma solo impatto ambientale.
Si permette infatti a pescatori di altre marinerie di razziare il nostro mare, impoverendolo come hanno già fatto nei loro compartimenti.
Un ulteriore esempio di ‘centralismo’ palermitano, che spesso e volentieri danneggia la nostra provincia.
E’ un provvedimento  sbagliato da diversi punti di vista. Il Mediterraneo è un mare che si  sta impoverendo rapidamente. La pesca del novellame è insostenibile  perché fa incetta dei giovanili di varie specie e spezza la catena  alimentare. Il massiccio impegno di flotte pescherecce aggressive ed  organizzate, con mezzi tecnologici moderni, produce conseguenze
gravissime sulla piccola pesca locale e scarica sui consumatori i costi  diretti e indiretti di una gestione irrazionale e clientelare del  settore. Ma, a dispetto di ragioni scientifiche o semplicemente dettate  dal buon senso, ogni anno arriva puntuale un’autorizzazione regionale  che apre la stagione al massacro.