La preoccupazione di Donna Stella, su come sono cambiati i tempi
di Redazione
Scicli – Donna Stella, la signora che vive in una casupola che somiglia a una grotta, sulle pendici del colle della ex chiesa matrice, San Matteo, era preoccupata.
“Ammiscati!” Già, come verranno i figli di un siciliano con una coreana? Lei, Stella, non aveva ancora visto, in ottanta e più anni, una cosa del genere a Scicli.
Un matrimonio, fra una coreana di Seoul e un siciliano di Augusta.
Cambiano i tempi e i figli delle nuove coppie internazionali sono destinati al meticciato, con buona pace di Stella e della sua difesa ferrea della regola: “moglie e buoi”.
Si è tenuto nella settecentesca San Michele Arcangelo, nella barocca via Mormina Penna patrimonio dell’umanità, il matrimonio fra la bellissima ragazza orientale Chiara e il siciliano Antonio.
Complice l’attenta consulenza della wedding planner Roberta Buscema, hanno scelto Scicli per convolare a nozze. Matrimonio religioso in chiesa, officiato da don Giovanni Lauretta, poi una passeggiata per il centro storico, guidati dai ciceroni del progetto “Nessuno escluso”, i bambini del Centro diurno minori in difficoltà, mentre l’occhio discreto di un drone riprendeva scorci e baci.
Chiara, che nella vita ha studiato nella milanese Brera, non ha avuto dubbi su Scicli, e poi sul servizio fotografico allo “scaro” di Donnalucata, fra reti e pescatori.
Cinquanta invitati, tutti a festeggiare infine a palazzo Patanè, inedita sala trattenimenti in stile viennese, con catering di Navarria. Una garanzia, insomma.
Fatto straordinario, Chiara è una blogger e i suoi suggerimenti circa le mete di viaggio sono molto tenuti in conto in Corea.
La torta?
Eresia!
Nessuna torta.
Cassata siciliana, of course.
Foto di Barbara Conti
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