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06/05/2026 15:56

Leone XIV al telefono con il servizio clienti: “Deve venire in Banca a Chicago”. “Non posso, sono il Papa”. E l’impiegata mette giù

Quando chiama il servizio clienti, nemmeno il vicario di Cristo può fare miracoli.

di Redazione

Città del Vaticano – Quando chiama il servizio clienti, nemmeno il vicario di Cristo può fare miracoli. Nell’estate 2025, due mesi dopo essere stato eletto pontefice, Papa Leone XIV chiama personalmente la banca della città in cui è nato e cresciuto, a Chicago, dove ha mantenuto un conto, per chiedere di cambiare il numero di telefono e l’indirizzo nei suoi dati, visto che si è trasferito da poco. Si identifica come Robert Prevost, il nome anagrafico con cui aveva aperto il conto.

 

L’impiegata, come stabiliscono le regole, comincia a fargli un sacco di domande per essere sicura dell’identità della persona con cui sta parlando: le truffe telefoniche per appropriarsi di conti bancari altrui sono diffusissime, negli Stati Uniti così come nel resto del mondo. Il finale della conversazione, tuttavia, non capita a tutti.

In genere bisogna dare la propria data di nascita, fornire un numero di sicurezza, ricordare una parola speciale. Prevost, alias Leone XIV, risponde correttamente a tutti i quesiti, ma a quanto pare l’impiegata non è ancora soddisfatta. “Per cambiare numero di telefono e indirizzo lei dovrà venire di persona in banca”, lo avverte a un certo punto. “Ma io non sono in grado di venire a Chicago, le ho dato tutte le informazioni richieste”, si spazientisce il pontefice. “Mi dispiace, non c’è alternativa”, insiste l’impiegata. “Farebbe un’eccezione”, domanda allora Prevost, “se le dicessi che sono Papa Leone?”. Per tutta risposta, l’impiegata chiude la telefonata, pensando chiaramente che quell’uomo si prende gioco di lei e le sta facendo perdere tempo.

Al di là del lato buffo della vicenda, che rasenta una barzelletta, l’episodio – raccontato di recente dal reverendo Tom McCarthy, un amico d’infanzia del Papa, e ripreso stamani dal New York Times – rivela che il leader di oltre un miliardo di cristiani talvolta si comporta come il cittadino medio. Un caso analogo venne alla luce nel 2013, quando Papa Francesco, nei primi giorni dopo essere stato eletto pontefice, insistette per pagare di tasca propria il conto dell’albergo in cui alloggiava in Vaticano e portarsi la valigia da solo. Sempre Bergoglio, la volta che telefonò di suo pugno a Repubblica per parlare con Eugenio Scalfari, si presentò con semplicità alla segretaria di redazione dicendo: “Buongiorno, sono il Papa”, lasciandola allibita. Ma si riprese subito e passò la chiamata a Scalfari dicendo: “Direttore… c’è il Papa al telefono”.

Il cambio di telefono e indirizzo del conto di Leone XIV è stato successivamente risolto, ha reso noto padre McCarthy, grazie all’intervento di un altro sacerdote cattolico americano, che conosceva il direttore della banca. Le reazioni dell’impiegata non sono note. “Vi immaginate”, dice McCarthy al quotidiano newyorchese, “essere conosciuta come la donna che ha sbattuto giù il telefono al Papa?”.