Dopo le minacce di dimissioni di Mauro dalla presidenza
di Telenova

Ragusa – In risposta alle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa dal presidente del Consorzio universitario Giovanni Mauro in cui, tra l’altro, criticava l’atteggiamento del suo compagno di partito Leontini per il comportamento assenteista da questi assunto, replica il capogruppo all’Ars del Pdl: “A seguito della boutade di giorno 26 con cui l’on. Mauro afferma, ancora una volta con le sue rituali menzogne, di essere un uomo d’onore e che è pronto a dimettersi” Leontini ribatte sottolineando che: “1) L’attuale assetto del Cda dell’università deriva dal contributo determinante del sottoscritto. Dell’indicazione a presidente di Mauro sono stato artefice io stesso spendendomi, a suo tempo, proprio contro il dissenso interno della corrente miccicheiana contraria alla nomina di Mauro. 2) A sostenere per 2 lunghi mesi l’opportunità di azzeramento del Cda è stata la corrente che fa capo all’on. Minardo e di cui Mauro fa parte”. Continua Leontini: “3) Per circa tre quarti di percorso della discussione sulla modifica dello statuto le posizioni del consigliere provinciale Moltisanti sono state sostenute dalla posizione rappresentata dall’on. Minardo, cartina al tornasole dell’isolamento e della disistima di Mauro persino a casa sua. 4) Chi si impegna moralmente ad assumere una carica per svolgere un compito e garantisce le proprie dimissioni in un determinato momento, deve onorare la promessa! Non è colpa di Leontini se Mauro, con condotta scorretta e un totale disimpegno morale, decide spudoratamente di rimanere aggrappato all’unica poltrona che gli rimane nella vita”. Sostiene l’on. Leontini: “Avrebbe dovuto dimettersi a luglio! Ma, pur avendolo messo a verbale e promesso, si è ben guardato dal farlo. Ora, se intende finalmente onorare l’impegno, alle sue dimissioni potrebbero accompagnarsi le mie. Da luglio sono stato assente proprio per questo motivo e per non creargli alibi. E’ evidente che, se venissero meno queste due presenze, l’assetto del Cda verrebbe meno alle condizioni iniziali. Per questo, continua Leontini, sarebbe stato giusto e opportuno l’azzeramento. Si era fatto in modo, quando il criterio fu concepito, di impegnare i deputati in carica per sviluppare tutte le interlocuzioni ad alto livello utili al progresso dell’università. Già da tempo, invece, si è pervenuti all’esatto contrario. Quindi, se mancano le condizioni iniziali, perché ci si è opposti all’azzeramento? Mauro non si dimetterà, dice Leontini, così come è già successo in passato (vedi la dichiarazione di dimissione riportata sulla stampa del 15 novembre u.s.). Oggi non lo potrà fare se è vero, come è vero, che si è recato a Roma a pietire l’intervento del suo gruppo dirigente per far recedere i consiglieri provinciali dalla loro precedente posizione. Tutto questo spiega il cambiamento di indirizzo della corrente miccicheiana, che fa capo a Minardo, e rende poco credibile, conclude l’on. Leontini, il proposito di Mauro di pervenire alle sue dimissioni”. Definire critiche queste dichiarazioni di Leontini sarebbe pura ipocrisia: tutto il comunicato è una miscela esplosiva, un pacco bomba nel Pdl, pronto a deflagrare in maniera eclatante quanto prima.
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