Lettere in redazione Lutto

Alice: il mio elogio a Piero Angela

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/13-08-2022/alice-il-mio-elogio-a-piero-angela-500.jpg Alice: il mio elogio a Piero Angela

A volte scrivo. Scrivo sin da bambina. Mi nutro di parole, mi nutro del profumo della carta. Ho sempre osservato mia madre e mio padre scrivere, leggere, studiare, affascinata. Dietro quella calligrafia doveva esserci un sublime potere. Lo scoprii ben presto. Le parole erano sperimentazione, comunicazione, espressione di me.
Scelsi la scrittura come mio più intimo mezzo relazionale. Chi non ha mai ricevuto una lettera con su scritto il proprio nome in calce? Che emozione può fluire nello scartare una lettera? L’inchiostro della bic, i refusi, l’intestazione, il dito che segue le righe storte sulla pagina bianca, la firma, talvolta un profumo. Nulla di più intimo. L’immagine del tuo mittente intento a scrivere per te.
Ho sempre scritto lettere, a volte per me stessa, altre volte alle persone cui voglio fare un dono importante, non solo materiale, come per donare una parte di me stessa e lasciare che questo resti, imperituro, nero su bianco. Sì, “scripta manent”, per fortuna.

Oggi voglio scrivere una lettera, pubblica, per le persone belle, per chi percepisca la mia stessa lunghezza d’onda di questo giorno caldo e nuvoloso d’estate.

Ho 28 anni e sono un medico. Circa un mese fa, durante un turno di lavoro, ricevetti una chiamata da parte della centrale operativa del 118 in cui mi si chiedeva di recarmi al domicilio di un paziente in arresto cardiaco. Mentre scrivevo l’indirizzo ed i dati anagrafici mi si stringeva un po’ il cuore perchè si trattava di un nome conosciuto, ascoltato tante volte nella mia città, nei racconti di tante persone. Quando arrivai, la porta era semi aperta e la targa su di essa non recava scritto, come di consueto, il nome ed il cognome del proprietario, bensì “Professore N.”
Sì, lui era un Professore, in tutto, per tutto e con tutto sé stesso. Insegnava storia e filosofia. Io lo conoscevo solo per fama e, soprattutto, per il tramite dei racconti entusiastici di mia madre, sua allieva. Mi raccontava di come valorizzasse i suoi alunni, trattandoli come pari. Mi raccontava di come facesse traspirare dal suo corpo l’amore per ciò che insegnava e divulgava in classe.
Ho percepito un senso di vuoto e tristezza infinita, dinnanzi ad un perfetto estraneo. Era come se estraneo non fosse, per me.
Mentre prendevo quei parametri muti col fonendoscopio e osservavo il saturimetro con quella linea piatta era come se stessi vedendo volare via tutto il suo sapere, tutta la scienza, tutti gli insegnamenti, tutto l’amore per la bellezza, che aveva, per una vita, infuso in tutti coloro che lo avessero attorniato.
Oggi, con la morte di Piero Angela, percepisco lo stesso senso di vuoto e di tristezza. Mancherà a tutti. Perché? Perché coloro che emanano bellezza, coloro che insegnano ad amare la bellezza, ad amare il sapere, dovrebbero vivere per sempre. Voi due, Professor N. e Piero Angela, voi due, siete persone che dovreste vivere per sempre. E lo farete. Perchè? Perchè il ricordo di una persona defunta vivrà fin tanto che sarà vivo il suo ricordo nei vivi, in coloro che “restano”. Questo è un insegnamento che porto con me dal terzo anno di liceo, quando mi innamoravo di un autore “anomalo” che parlava di tombe, sepolcri e cipressi, Ugo Foscolo. Me ne innamoravo, forse, proprio perché mi infuse questo concetto di eternità, così intrinsecamente legata alla bellezza, di persone e cose.

[ • Non vive ei forse anche sotterra, quando
Gli sarà muta l’armonia del giorno,
Se può destarla con soavi cure
Nella mente de’ suoi?

“Dei Sepolcri” - Ugo Foscolo]

I vivi siamo noi, non sappiamo per quanto, ma fin tanto che ci è in dono questo “esser vivi”, dobbiamo ricordare, ricordarci.
Un professore di una città di provincia ed un illustre divulgatore di fama mondiale, apparentemente tanto distanti, ma per me, estremamente vicini, simili e grandiosi, meravigliosi.
Io, nel mio piccolo, piccolissimo mondo, continuerò a nutrirmi di bellezza, meraviglia, scienza e conoscenza. E sì, vi ricorderò e vi racconterò.
Alice.


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