Lettere in redazione Palermo

Cavallo stramazzato per il caldo, a Palermo non c'è legge per gli animali

Riceviamo e pubblichiamo

Cavallo stramazzato per il caldo, a Palermo non c'è legge per gli animali

Palermo - L’ennesimo fatto di cronaca riporta sotto ai riflettori un drammatico problema che Horse Angels sta denunciando dal 2016. A Palermo, città con più carrozze per i turisti di Roma, Napoli e Firenze, non esiste un regolamento che tuteli i cavalli da uno sfruttamento in totale spregio della loro salute. O meglio, esiste un ‘Regolamento per il servizio turistico con veicoli a trazione animale genere equino’ che però non tiene conto degli emendamenti approvati quando fu deliberato dalla giunta comunale.

In pratica, le aree coperte per riparare i cavalli dal sole durante la sosta non sono mai state realizzate. E non sono mai state potenziate le misure già vigenti in altri comuni, come per esempio il limite all’utilizzo delle carrozze in condizioni climatiche estreme. O semplicemente la classificazione ‘non dpa’ per escludere questa categoria di lavoratori a quattro gambe dalla filiera alimentare, una volta che giungano a fine carriera.
Insomma, una normativa che fa acqua da tutte le parti ed è per giunta disattesa con metodo, senza alcun controllo.
E così arriviamo al fatto di cronaca. All’ennesimo cavallo che stramazza al suolo in mezzo alla strada, sotto gli occhi dei suoi sfruttatori e di chi, forse con colpevole leggerezza, non si è mai posto il problema. Un cavallo morto. Un colpo al cuore di chi come Horse Angels lotta per una salute universale di tutti gli esseri viventi. Un colpo altrettanto mortale all’immagine della città di Palermo presso l’utenza turistica, prima preoccupazione del disatteso regolamento approvato dalla giunta.

Horse Angels aveva già scritto al comune di Palermo e al Sindaco. Prima che si arrivasse all’estremo. Senza avere mai avuto una risposta.
E ora, dopo questo ennesimo morto sul lavoro, l’associazione depositerà una denuncia alla Procura di Palermo perché siano accertati i fatti. Un atto doveroso e necessario affinché la burocrazia si allinei con uno stato dei fatti fin troppo evidente.
«Urge una normativa di massima tutela» ha dichiarato Roberta Ravello, presidente di Horse Angels. «Tragedie di questo tipo possono essere evitate con semplici e chiari accorgimenti. Poche regole per altro già in uso in molte città. Non è comprensibile perché, in condizioni climatiche estreme come quelle che ci sono in Sicilia, sia così difficile capire che non ci si può affidare alla buona sorte. Bisogna intervenire subito. Serve una ordinanza nazionale sulla quale sarebbe auspicabile e necessaria una regia ferma da parte del Ministero della salute».


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