Lettere in redazione Anniversario

I cento anni dalla nascita di Margherita Hack

Riceviamo e pubblichiamo

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/08-06-2022/i-cento-anni-dalla-nascita-di-margherita-hack-500.jpg I cento anni dalla nascita di Margherita Hack

 Il 12 giugno Margherita Hack avrebbe compiuto 100 anni. L’abbiamo molto amata e ci manca.
Ci manca il suo pensiero libero e illuminato. L’amore per la fisica e la sua capacità di divulgarla con semplicità e passione l’hanno resa famosa al grande pubblico perché non era solo una geniale astrofisica, Margherita Hack era soprattutto una grande donna e un esempio di onestà intellettuale. È stata l’ammirazione per la “donna” che mi ha indotta ad approfondirne la conoscenza effettuando una mini ricerca che ho riassunto nelle poche righe che seguono.

 

La carriera
Margherita Hack, dopo aver compiuto gli studi (senza sostenere gli esami di maturità a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale) al Liceo classico statale Galileo di Firenze, nel 1945 si laurea, sempre a Firenze, in fisica con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi, realizzata presso l'osservatorio di Arcetri.

Ha occupato la cattedra di professoressa ordinaria di astronomia all'Università di Trieste dal 1964 al 1992, anno nel quale fu collocata "fuori ruolo" per anzianità. Margherita Hack è stata anche la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste, portandolo a rinomanza internazionale,  e direttrice del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste.

È stata, inoltre, un membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei nella classe di Scienze fisiche matematiche e naturali. Ha lavorato in numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'Esa e della Nasa

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La Hack era fermamente convinta che esistessero altre forme di vita nella galassia, ma che per problemi legati alla lontananza, con esse non avremmo mai potuto stabilire un contatto. Fu sempre scettica invece riguardo agli Ufo nei cieli definendoli "bischerate".

La religione
Il padre di Margherita, Roberto Hack, fiorentino di origini svizzere, era di religione protestante. La madre, Maria Luisa Poggesi, toscana, era cattolica. Entrambi i genitori avevano abbandonato la loro religione d'origine per aderire alla Società teosofica italiana, per la quale Roberto Hack fu per un certo periodo segretario.

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È ovvio che con questi genitori Margherita non poteva che crescere atea, non credeva in nessuna religione o forma di soprannaturalismo. Riteneva inoltre che l'etica non derivasse dalla religione, ma da “principi di coscienza”, che permettono a chiunque di avere una visione laica della vita, ovvero rispettosa del prossimo, della sua individualità e della sua libertà. Avversa a ogni forma di superstizione, comprese le pseudoscienze, dal 1989 fu garante scientifico del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e, dal 2002, presidente onoraria dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

Nonostante la riluttanza, dato il suo ateismo, sposò con cerimonia religiosa, ad Arcetri, il letterato Aldo De Rosa, suo compagno sino alla fine dei suoi giorni.

«Quella sull'origine della vita e dell'universo è una domanda che vive solo nella nostra testa, senza il cervello umano - che se le pone - questioni come l'ordine del creato e l'aldilà non esisterebbero».

Era sua convinzione che non fosse necessario avere una religione per avere una morale, infatti sosteneva: “se non si riesce a distinguere il bene dal male quella che manca è la sensibilità, non la religione”.

Ha partecipato al docu-film Lunàdigas, proiettato nelle sale cinematografiche nel 2016, con una sua testimonianza sulla scelta di non avere figli.

Ha dichiarato: «Ho sempre pensato, con il mio compagno che non volevamo figlioli. Non ero portata, mi sono sempre piaciuti più gli animali che i bambini...l’eredità si può lasciare anche agli allievi».

Ha scritto libri di astronomia ma è anche conosciuta per i testi di divulgazione a sfondo ateistico. L’ultimo suo libro è La libertà di non credere. Era convinta che tutto ciò che si dice in ambito religioso fosse privo di qualsiasi razionalità, e lo diceva con il cipiglio e la verve di una propagandista. Aveva una concezione della razionalità esclusivamente legata al mondo dei fenomeni materiali, controllabili dalla ricerca scientifica. Amava banalizzare la morte, ripetendo l’adagio di Epicuro: “Quando ci sono io non c’è la morte, e quando c’è la morte non ci sono io”. Non esisteva evidentemente, per lei, una vita oltre la morte.

Impegnata per i diritti civili e per l’animalismo, riconosceva la norma del “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Vegetariana fin da bambina, riguardo alla carne, dichiarò: «Non la mangerei mai, perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni di animali...è veramente un'ecatombe ogni giorno sulla terra».

Anche politicamente non mancava di far sentire la sua voce. Si è candidata alle elezioni regionali del 2005, in Lombardia, nella lista del Partito dei Comunisti Italiani ottenendo 5.634 voti nella città di Milano. Dopo la sua elezione ha, però, ceduto il seggio a Bebo Storti. Si candidò anche alle elezioni politiche del 2006, ma, anche stavolta eletta, rinunciò al seggio ottenuto per continuare a dedicarsi all'astronomia.

Il 12 agosto 2010 Margherita Hack fu premiata a Torre del Lago Puccini come “Personaggio gay dell'anno” per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. In quell'occasione dichiarò che «da parte di altri paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos'è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, così la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos'è il rispetto della libertà altrui».

Circa l'eutanasia la Hack la ritenevaun diritto «un modo per sollevare dalla pena un uomo che soffre» e, per dar forza al suo pensiero, nel 2011 ha sottoscritto il proprio testamento biologico.

«L’Italia ha un governo che è tutto fuorché laico, era molto più laica la Dc, dove c’erano persone di alto valore morale». «In Italia – sosteneva Hack - non si riesce a fare una legge sul testamento biologico, quella che stanno preparando non serve a nulla, non si riesce a fare una legge per dare uguali diritti alle coppie di fatto, si vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali. L’Italia dovrebbe essere un Paese laico, in realtà laico vuol dire rispettare tutte le fedi rispettando tutti».

Pur essendo lontana dal mondo della musica, dietro richiesta del cantautore romano Stefano Pais, suo amico, nel 2006 ha accettato di scrivere il testo per il brano Questo è il mondo, col quale lo stesso Pais si candidava a partecipare al Festival di Sanremo dell'anno seguente. Il brano non è poi stato selezionato per la fase finale della manifestazione. Hack non ha nascosto il suo assoluto disinteresse per l'esito della selezione e per il Festival in generale, dando vita ad un battibecco in diretta Rai con Pippo Baudo.

Ebbe modo di dichiarare durante la trasmissione di Giletti:
Hack: "A me non me ne fregava assolutamente nulla. Mi dispiace per questo ragazzo. Sanremo non mi ha mai interessato. Anzi la trovo una grande barba".
Baudo: "Mi accontenterò degli altri milioni che ci saranno. Noi avremmo dovuto prendere questo pupillo perchè a firmare la canzone c'è lei che si chiama Hack?"
Il brano è stato comunque inciso da Pais ed è reperibile su YouTube in un'esecuzione dal vivo.

Riteneva l’astrologia una bufala. L’insuccesso delle predizioni è però solo l’aspetto più immediato ed evidente della non scientificità dell’astrologia. In genere, infatti, le previsioni sono talmente vaghe che è difficile che non si riesca in qualche modo a rabberciare un’ancora più vaga conferma. La maggior parte di esse è pensata e costruita in modo tale da sottrarsi a qualsiasi confutazione. 


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