Lettere in redazione Modica

Il dibattito su Modica Sorda coinvolga anche i parchi urbani

Ci scrive Franco Pitino, del Movimento Azzurro

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/11-12-2021/il-dibattito-su-modica-sorda-coinvolga-anche-i-parchi-urbani-500.jpg Franco Pitino

Modica - Recentemente ho letto l’intervento del professore Valerio Abbate stimolato da quello di Ester Mauro Scucces e da quello dell’avvocato Ruta incentrato sulla rigenerazione urbana e cultura del paesaggio. Non ho letto gl’interventi di quest’ultimi sicuramente interessanti e di grande attualità.

Le mie considerazioni quindi, al momento, si rifanno a quelle del professore Abbate.
Tema dominante è quello delle politiche chiamate a fronteggiare l’emergenza ambientale. Questo nostro secolo ha l’imprenscindibile dovere di salvare la natura e di conseguenza l’umanità intera. E a rischio la nostra esistenza. E’ urgente reagire.

Notiamo come nell’agenda dei Capi di Stato il tema dell’ambiente sia stato inserito al primo posto avendo capito che siamo a pochi passi da un disastro apocalittico dal quale nessuno può pensare di non essere travolto, come stiamo sperimentando amaramente con l’attuale devastante pandemia. L’auspicio è che tale impegno si traduca in realtà.

Possiamo dubitare sull’accordo di Parigi sul clima del 2015 quando i Paesi firmatari si sono impegnati a contenere il riscaldamento globale al di sotto di 2 gradi attraverso un taglio delle emissioni di gas serra e poi al di sotto di un grado e mezzo nei successivi incontri di Roma e di Glasgow?

C’è chi ne dubita. Noi vogliamo essere ottimisti pur avendo registrato che fino ad ora molte sono state le parole, pochi i fatti.
Ma se viene ritenuto determinante l’intervento dei governi di ogni continente è anche vero che altrettanto determinante sarà quello che, per così dire, parte dal basso. E dal basso significa dai Comuni, dai più piccoli ai più grandi, e da ciascuno di noi.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1652878997-3-coop.gif

Il prof. Abbate, citando il parere del prof. Stefano Mancuso, fisiologo vegetale nell’Università di Firenze secondo cui un notevole contributo a risolvere l’emergenza climatica sarebbe dato dalla piantagione nel prossimo futuro di 1000 miliardi di alberi osserva che Modica, città sua natale, non goda di adeguati spazi di verde pubblico a servizio della comunità anche in considerazione della particolare topografia della città.

Allo stato attuale, dice Abbate, c’è l’area di San Giuseppe Timpuni, c’è quella forestale di San Giuliano, c’è l’area a verde della villa Cascino, di via Silla; c’è il suggestivo giardino “i Timpi” ( gestito dall’Ecosezione Cava Ispica aderente all’Associazione ambientalista nazionale del Movimento Azzurro.)

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1568098003-3-tumino.jpg

Noi aggiungiamo che c’è il parco di Monserrato la cui vasta superficie si presterebbe ad una considerevole piantumazione di alberi tipici della flora mediterranea. Ci sono poi aree di proprietà comunale sparsi sia in città che nei territori adiacenti da destinare a verde comprese quelle di pertinenza degli edifici scolastici o quelle ricadenti nei piani di lottizzazione.
Alla lentezza dell’impulso che dovrebbe partire dall’alto, occorre rispondere con la velocità e la concretezza provenienti dal basso.

Il prof. Abbate ha fatto riferimento al suggestivo giardino esotico “i Timpi”.
Ebbene, chiuso da anni per il decesso del proprietario, Ing. Napolitano, illustre nostro concittadino, è stato recuperato e aperto al pubblico dopo 14 mesi di lavoro svolto dai soci volontari del Movimento Azzurro. E così è stato restituito alla Città un polmone verde. Questa è operazione dal basso.

La legge 14 Gennaio 2013 n.10 all’art.1 obbliga i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti di porre a dimora un albero per ogni neonato residente e per ciascun minore adottato. A Modica verrebbero messi a dimora circa 1000 alberi l’anno; ne sarebbero stati piantati 7000 circa se la legge fosse stata applicata a partire da 2014.Questo sarebbe un altro intervento dal basso e dipende solo da noi.

Come da ciascuno di noi dipende cambiare stile di vita. Meno consumo, più sobrietà. Di quante cose si può fare a meno! La corsa sfrenata verso il superfluo svuota la nostra interiorità e ci fa più poveri. E questo vale per i grandi e per i piccoli. Lo sviluppo umano consiste innanzitutto nell’essere di più, non nell’avere di più. Un grande lavoro ci attende. Il primo, il più fondamentale, è quello di ribaltare il rapporto parole-fatti. Tantissimi sono bravi a parole, ma quando sono chiamati a dare il loro apporto concreto, scompaiono. Oggi nessuno si può tirare indietro. Nessuno può pensare di vivere per conto proprio delegando ad altri il compito di salvare il pianeta.
E’ dal basso che avverrà, se avverrà, la riconciliazione con la natura. Dunque più fatti e meno parole.


© Riproduzione riservata