Lettere in redazione Modica

Il viaggio in bici Marsiglia-Marina di Modica di Albert Staes Canzonieri

Il racconto del protagonista dell'impresa a Ragusanews. I VIDEO

Modica - L’idea di percorre questo lungo tragitto mi venne 3 anni fa, dopo avere passato un anno molto difficile all’università a Marsiglia per potere entrare al secondo anno di odontoiatria ed entrare nel numero chiuso. Avevo sete di avventura e di usare il mio corpo, dopo avere trascorso 9 mesi nei libri di medicina per preparare il concorso. Ero pure inspirato dal fatto che mio nonno aveva pure lui effettuato un lungo viaggio in bicicletta, partendo da Ragusa per andare a Firenze e tornare. L’itinerario che ho scelto non poteva essere qualsiasi, dovevo partire da Marsiglia, dove vivo ora da 15 anni, e raggiungere Marina di Modica dove ho le mie radici e dove vengo ogni estate a trovare la mia famiglia, e la casa di famiglia a cui sono affezionato. Tutti questi fatti mi hanno aiutato nel mio viaggio, a sorpasare sempre i miei limiti avendo un obiettivo emotivo che è stato una forza.

Purtroppo non sono potuto partire quell’estate, ero esaurito mentalmente e fisicamente da quest’anno pazzesco in cui dovevo superare il numero chiuso. Quest’estate, adesso, quindi 3 anni dopo, era il momento giusto per me, ero psicologicamente e fisicamente a posto, avevo il tempo e pure il denaro per intraprendere questa avventura.
Sono partito il 19 luglio 2022 alle 10 di sera e sono arrivato il 4 agosto alle 2 del pomeriggio. Ho impiegato 17 giorni per coprire 1981 km. 

È stato molto difficile partire quella sera, lasciare casa per lanciarmi in un’impresa la cui fattibilità non conoscevo, non ero sicuro delle mie capacità fisiche quando guardavo l’itinerario globale.

Ero io stesso il mio nemico, non dovevo capitolare ai pensieri negativi pure non sapendo dove mi buttavo. Avevo scelto di non allenarmi specificamente al ciclismo per paura di demoralizzarmi ma ero fisicamente in buona condizione.

Sono quindi partito quella sera. È stata la tappa più difficile del percorso, il mio corpo non essendo abituato a questo sport, ho avuto tanti crampi, tanti dolori al sedere. Da questa notte in poi è andata a migliorare, non ho più avuto crampi e sentivo il mio corpo abituarsi al ritmo e al lavoro che imponevo. Il mio obiettivo era di percorre 150 km al giorno per arrivare più o meno nello stesso tempo che i miei fratelli che sarebbero partiti da marsiglia in aereo il 3 agosto. Un obiettivo che ho saputo onorare per 14 giorni. Dopodiché, arrivando in Sicilia, ho fatto 3 tappe di 80 km all’incirca: Nizza di Sicilia , Catania e Siracusa dove mi sono fermato da parenti perché la fatica accumulata si è fatta sentire.

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Sono partito avendo in mente di evitare il calore e di viaggiare solo di notte, per cui mi ero attrezzato, dalle 9pm fino alle 12 dell’indomani. Mi riposavo di giorno. Ho tenuto questo ritmo notturno 4 notti, fino a Marina di Grosseto dove mi sono fermato in un agriturismo verso le 10 dell mattino, il 24 luglio al km 730. La luce artificiale delle lampadine tutta la notte, il sonno di scarsa qualità durante il giorno mi hanno talmente faticato che ho dormito 20 ore di seguito svegliandomi alle 6 del mattino l’indomani. Da quel giorno ho iniziato ad andare di giorno e pure se il calore era pesante, mi stancavo molto di meno perché il sonno era migliore e la luce naturale. La strada era anche più sicura e c’erano meno animali selvatici.

La cosa più difficile in questo viaggio è stata assumere le salite notevoli col peso dei bagagli sulla bicicletta, che ho dovuto alleggerire durante il viaggio, portandomi a 1100 metri di altitudine nel parco nazionale del Cilento in Campania. Ho scelto di percorrere tutta la costa ovest da Marsiglia fino in Calabria ma ovviamente c’erano dei tratti in altitudine.

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Era anche difficile il fatto di mantenere questo ritmo intenso per parecchi giorni, imporsi tutti questi km, senza ascoltare il proprio corpo. Ho avuto in certi casi paura, una volta quando il navigatore mi ha fatto prendere l’autostrada, poco prima di Roma un pezzo non aggiornato dell’itinerario dove ci sono restato per 10 km con le macchine che mi sfioravano a piena velocità. Un’altra volta quando dei cani mi hanno inseguito nel parco del Cilento.

I momenti di gioia sono stati quando osservavo dei paesaggi straordinari, ogni giorno, ma soprattutto quando raggiungevo monumenti famosi o posti iconici come la torre di Pisa, il Vaticano, il Colosseo, gli scavi di Pompei, l’Etna… che mi facevano ricordare che il cammino avanzava bene e che stavo poco a poco avvicinandomi al mio obiettivo

L’ultimo giorno è stato particolare, un misto tra fatica muscolare e mentale profonda e felicità assoluta, lasciando i paesini limitrofi come Rosolini, Ispica Pozzallo dietro di me, facendo strade che conosco e avvicinandomi sempre di più a Marina di Modica. La mia famiglia mi aspettava davanti casa a Punta Regilione.

Oggi, 4 giorni dopo il mio arrivo mi sento ancora stanco del viaggio, ma so che il bagaglio, l’esperienza che questo viaggio mi ha procurato me lo porterò tutta la vita.
Albert Staes Canzonieri
(studente odontoiatria a Marsiglia, di nazionalità italo-belga)


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