Riceviamo e pubblichiamo
di Lettera firmata
Modica – Era il 10 aprile 1872 quando il Governatore del Nebraska ,Sterling Morton, istituiÌ€ il primo “Arbor Day” (dal latino arbor cioeÌ€ albero) con l’intento di ricostituire nel piuÌ€ breve tempo possibile il patrimonio forestale locale che aveva subito ampie devastazioni a seguito di speculazioni dell’uomo con conseguenti inondazioni. In quella occasione si stima furono piantati circa un milione di alberi.
Con “l’Arbor Day” ogni cittadino aveva l’obbligo di “riconoscere con la piantagione di un albero su pubblico terreno, che le piante sono elemento precipuo di sanitaÌ€ e ricchezza”.
Prendendo ad esempio questa iniziativa lo statista Guido Baccelli fu il primo ad introdurre in Italia la Festa dell’Albero, divenuto Ministro della Pubblica Istruzione, con una sua circolare del 27 giugno 1899 promuoveva infatti il culto della riforestazione rivolto alle nuove generazioni augurandosi che lo mantenessero vivo ed operoso quale nobile contrassegno di cooperazione civile ai grandi interessi sociali. L’Italia infatti sul finire del XIX secolo si trovava a dover affrontare una eccessiva utilizzazione delle risorse naturali ed in particolare quelle forestali con una conseguente degradazione dei terreni montani e boschivi, a causa degli eccessivi tagli, anche abusivi, del pascolamento e di ricerca di nuove aree agricole e da urbanizzare. Questa circolare trovava introduzione in un periodo storico in cui il rischio idrogeologico e la gestione del territorio diventavano argomenti da normare necessariamente.
Il Ministro Baccelli nella sua circolare propose che: ”Le autoritaÌ€ scolastiche, d’accordo con le amministrazioni comunali, coi sodalizi agrari e coi proprietari di terre, possono, appena chiusa la sessione autunnale degli esami, promuovere gite campestri degl’istituti secondari e normali per celebrare la festa educatrice degli alberi nella forma che i mezzi delle scuole e gli aiuti esteriori consentiranno”. E poi con competenza aggiungeva: “La festa avraÌ€ decoro unicamente dalla semplicitaÌ€ dell’operazione di affidare alla terra uno di quegli alberi che sono i piuÌ€ adatti alla silvicoltura della regione, e dalle parole che uno degli insegnati pronunzieraÌ€ per chiarire il significato e lo scopo della passeggiata scolastica”.ù
Castiglione dei Pepoli , paese dell’Appennino bolognese, fu il primo comune in Italia ed in Europa a celebrare il 27 agosto 1899 la Festa dell’Albero sulla spinta della SocietaÌ€ Pro Montibus e Sylvis impegnata in attivitaÌ€ di rimboschimenti e restauro forestale.
Per l’occasione si scelse un pino bianco del Canada (Pinus strobus) alto quattro metri che venne piantato in una aiuola circolare vicino la chiesa e le scuole.
Poi fu Bologna il 16 Ottobre 1899 che nella spianata di fronte villa Aldini celebroÌ€ la Festa dell’Albero coinvolgendo diverse autoritaÌ€ e tutti gli istituti scolastici secondari della cittaÌ€. L’iniziativa educativa trovoÌ€ consenso anche a Roma dove si celebroÌ€ con grande solennitaÌ€ il 21 Novembre 1899 alla presenza della Regina Margherita di Savoia con una partecipazione di circa 50.000 persone tra cui Ministri, Parlamentari , alte autoritaÌ€ civili e militari e circa 10.000 alunni di diversi Istituti.
Poco tempo dopo lo stesso Baccelli divenuto intanto Ministro dell’Agricoltura riusciÌ€ a formalizzare con maggior vigore la sua iniziativa con l’emanazione del Regio Decreto 2 febbraio 1902,n.18 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno D’Italia n.33 del 10 febbraio 1902 che istituiva ufficialmente la Festa degli Alberi in tutti i comuni del Regno D’Italia.
Non fu scelta una data precisa, ogni comune autonomamente fu lasciato libero di scegliere giorno, luogo e modalitaÌ€ della festa purcheÌ avvenisse in un giorno festivo di primavera o di autunno.
Una cosa assai interessante eÌ€ che il decreto fu accompagnato da una circolare del Ministro indirizzata ai Signori Prefetti, Sindaci e Ispettori Forestali che raccomandava :” la solennitaÌ€ fosse celebrata con grande parsimonia di spese e senza apparato di pompe, ma assumesse decoro della semplicitaÌ€ dell’atto e dalla presenza dei magistrati, dei sodalizi, degli istituti di educazione” e questa semplicitaÌ€ veniva consigliata affincheÌ la festa non incontrasse ostacoli nella scarsitaÌ€ di bilanci locali.
Fece seguito la circolare del 14 marzo 1902 indirizzata ai Provveditori agli studi, agli Ispettori scolastici circondariali e ai capi degli Istituti di istruzione secondaria per regolamentare la cooperazione dell’Istituzione scolastica all’organizzazione della Festa degli Alberi.
L’iniziativa italiana ideata da Baccelli mirava ad insegnare ai giovani studenti ad amare e rispettare gli alberi affincheÌ da adulti mettessero in pratica quegli insegnamenti.
La Festa però nonostante gli apprezzamenti non fu celebrata con costanza e seguì circa un decennio in cui cadde in disuso.
Dopo la grande guerra e l’avvento del periodo fascista l’iniziativa riprese a poco a poco, fino a quando nel maggio 1923 in pieno periodo fascista sulle pendici di Monte Mario a Roma furono piantate 4000 piantine di pino ma l’iniziativa rivestiÌ€ un carattere di mera commemorazione civilistica fascistizzata assumendo solo una veste di propaganda ed esaltazione del regime. Seguirono dal 1940 in poi anni in cui con l’inasprimento del secondo conflitto mondiale mancarono del tutto informazioni circa le celebrazioni della Festa dell’Albero che divenne sempre piuÌ€ rada e assente.
L’istituzione dell’attuale giornata nazionale degli alberi fu solo nel 1951 con il Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste Amintore Fanfani che con una circolare stabiliva che la Festa dell’Albero dovesse svolgersi il 21 Novembre di ogni anno con la possibilitaÌ€ di differirla al 21 Marzo nei comuni di alta montagna.
Sino al 1979 si è svolta con regolarità e rilevanza nazionale, successivamente è stata delegata alle Regioni.
Oggi la Legge n.10 del 14 Gennaio 2013 all’art.1 recita: “La Repubblica riconosce il 21 novembre quale giornata nazionale degli alberi”.
A distanza di piuÌ€ di un secolo, la Festa dell’Albero, mantiene oggi il valore e il fine di creare una coscienza ambientale sia nella societaÌ€ che nelle nuove generazioni, rappresentando ahimeÌ€ spesso l’unica occasione per comprendere la funzione essenziale del patrimonio arboreo e boschivo nazionale per la collettivitaÌ€ e l’importanza di dover compiere un’azione necessaria alla sua difesa al suo incremento e valorizzazione.
Buona Festa dell’Albero! Grazie,
Emanuela Napolitano.
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